Salvatore Esposito: "Ecco la svolta della mia carriera. Gomorra? La fine di una storia d'amore"

Videointervista con l'attore che debutta come romanziere grazie a "Lo sciamano" un mistery noir dai mille colori, bello da leggere, quanto da potersi immaginare

Cinema e televisione, immagini e parole, e ora anche suggestioni letterarie. Le stesse che è riuscito a mettere nel suo debutto come scrittore grazie a Lo sciamano, uscito qualche tempo fa nelle librerie, un mistery noir dai mille colori, bello da leggere, quanto da potersi immaginare.

Salvatore Esposito, lo ha raccontato  durante la scorsa Mostra del Cinema di Venezia, a margine di un incontro legato al colosso tecnologico cinese di Xiamoi, dove ha dialogato con il regista Mario Martone. Un momento per condividere le proprie ispirazioni, confidando quanto il protagonista del romanzo, il profiler Cristian Costa, rappresenti di fatto l’ulteriore svolta nella sua carriera.

Vita professionale ormai consolidata quella del trentacinquenne attore e autore napoletano, non solo per il successo internazionale della serie Gomorra, che il prossimo novembre vedrà comunque l’epilogo nella quinta stagione, in cui il pubblico attende l’evolversi del “suo” Genny Savastano e riguardo a cosa potrebbe davvero accadere ancora. “La fine di una lunga storia d’amore”, dice, ma anche l’inizio per guardare oltre, ad un futuro pieno di curiosità, ricco di progetti, a partire da un nuovo film, L’ultima cena, di Davide Minnella, e qualcosa (per ora segreto) vicino al mondo del calcio, altra grande passione.

Magia e stupore nei confronti della recitazione, dunque, lo ripete spesso: ecco gli ingredienti che gli hanno permesso di intraprendere già un percorso fuori dall’Italia, a livello americano (è tra i protagonisti nella quarta stagione di Fargo) e francese (Taxi 5), facendo sempre scelte ponderate, mai scontate, divise da impegno e qualità, in titoli come Veleno, L’eroe e Spaccapietre, o L’immortale (spin-off di Gomorra diretto da Marco D’Amore), mettendosi in gioco anche nella commedia (Puoi baciare lo sposo, e AFMV - Addio fottuti musi verdi diretto dai The Jackal). Un volto simbolo degli ultimi anni, travolto sì dal successo popolare, che, però, non si è mai montato la testa.