Montanari: "Tutti al mare descrive bene l'Italietta di oggi"

Montanari: 'Tutti al mare descrive bene l'Italietta di oggi'
di Andrea Curreli

Uno stabilimento balneare dove la gente si alterna per affittare ombrelloni e sdraio, un locale noturno popolato di facoltosi clienti ed eleganti camerieri di notte. Mentre la variegata comunità umana vestita con camicie a fiori e boxer si alterna intorno al chioschetto della spiaggia di Castelporziano, l'unico grande protagonista diventa il mare che, come spiega Matteo Cerami, "è onnipresente". Il regista per la sua opera prima, Tutti al mare, ha guardato al passato e precisamente a Il Casotto di Sergio Citti, uscito 34 anni fa. Per la sua commedia corale, nelle sale dall'11 marzo, il regista esordiente ha reclutato un cast stellare che va da Marco Giallini a Ilaria Occhini, da Francesco Montanari ad Ambra Angiolini, da Rodolfo Laganà a Ninetto Davoli, da Ennio Fantastichini a Luigi Proietti, grande protagonista del celebre Il Casotto al fianco di Michele Placido e Paolo Stoppa. Francesco Montanari, che nel film interpreta un trentenne insipido e griffato, ha svelato a Tiscali Notizie i segreti della commedia di Cerami jr.   

Montanari, il regista Matteo Cerami ha definito Tutti al mare "una commedia amara e ultra corale". Lei come lo definisce?
"Concordo con la definizione di Cerami. Nel film si susseguono personaggi molto particolari che riportano agli stereotipi di questa piccola Italietta di oggi. Per questo, anche se è una commedia e quindi fa ridere, è molto amara e fa riflettere".

Anche il suo personaggio, Gigi, è uno stereotipo del ragazzo italiano di oggi?
"Sì. Gigi fa coppia fissa con Nando (interpretato da Libero De Rienzo ndr.) ed è il classico trentenne superficiale che vive appresso alla moda sfrenata ma è privo di gusto. Vive le sue giornate senza porsi domande e pensando solo alle donne. E' un personaggio senza spessore".

Credo quindi che non abbia avuto difficoltà a trovare una fonte di ispirazione.
"Ovviamente no. E' pieno il mondo di personaggi così. Basta scendere sotto casa e passare una mattinata al bar per trovare varie fonti di ispirazione".

La commedia si sviluppa in questo luogo dai due volti: stabilimento balneare di giorno e ristorante di lusso di notte. Ma anche se cambiano abito, i soggetti non escono dalla loro mediocrità, è così?
"Il mio personaggio compare solo di giorno, perché la notte ha un grande protagonista che non voglio svelare. E' sicuramente una metafora per descrivere queste persone ingorde che pensano solo ad arraffare. Per questo uno stabilimento balneare di giorno si trasforma in una specie di chalet sul mare di notte. Se ci vestiamo bene di notte non è che siamo cambiati dentro, restiamo gli stessi cafoni di giorno".

Come giudica l’esordio alla regia di Matteo Cerami?
"Mi sono trovato molto bene con Matteo. Ha studiato molto il film e aveva le idee molto chiare su quello che voleva realizzare. Per questo è stato molto preciso e puntuale nelle indicazioni. Penso che abbia fatto un bel film anche perché la sceneggiatura è molto divertente e ha reclutato un cast con grandissimi attori come Gigi Proietti. Ha dimostrato grande professionalità".

La "romanità" che si respira nel film, sia per l'ambientazione che per gli attori scelti, è stata una precisa scelta per aggiungere comicità?
"No. Sia Matteo che suo padre Vincenzo Cerami sono romani e quindi mentre scrivevano il film hanno pensatoa una ambientazione nel litorale capitolino. Se fossero nati a Bolzano probabilmente lo avrebbero ambientato lì. Sicuramente però il romano si presta per parlare determinati argomenti soprattutto in una commedia. E' una giusta culla".

Fino a dove arriva il parallelo con Il Casotto di Sergio Citti?
"Le cose in comune con Il Casotto sono due. La prima è rappresentata dalla stessa produzione, infatti Tutti al mare così come Il Casotto è stato prodotto da Gianfranco Piccioli. La seconda riguarda il concetto, ma con alcune differenze. Mentre nel film di Citti tutto avviene all’interno della cabina, salvo brevi inquadrature esterne, nel nostro film viene mostrato cosa avviene dentro e fuori al chioschetto. Tutto succede al mare, nell’arco di 24 ore, in quella cabina o in quel chiosco ma la storia e i personaggi si sviluppano in modo molto diverso. In sintesi Tutti al mare non è il rifacimento de Il Casotto anche se è evidente l’ispirazione e simile la struttura".