Miriam Leone bellissima e bionda: "Ora che ho scoperto una nuova femminilità"

"Forse è perché ora mi vedete bionda o perché nel frattempo mi sono sposata...Poi, è ovvio, si cambia, si cresce, ci si evolve. Ma l’amore rimane il filo conduttore che mi guida": confessa nella videointervista concessa a Tiscali

Si intitola “Diabolik” ma la vera sorpresa è Eva Kant, la bellissima, statuaria e algida Miriam Leone che sembra nata per interpretare la fresca vedova di un ricchissimo diplomatico sudafricano destinata a diventare la compagna di vita e di imprese criminali del “re del terrore”, come era chiamato Diabolik nel fumetto inventato dalle sorelle Giussani nel 1962. In quella dichiarazione d’amore che è il film dal sapore vintage, un classico noir, diretto dai Manetti Bros, che volutamente non si sono voluti discostare dal comics mettendo a segno un’operazione di devozione quasi filologica per il supereroe dei fumetti italiani, è proprio Miriam a rendere tridimensionale l’eleganza minimalista di quegli albi. E soprattutto a rendere evidente quanto moderno e anticipatore dei tempi sia il suo personaggio.

“Eva è modernissima, addirittura avanti. In un mondo come quello del noir e del fumetto dove la donna era la dama da conquistare o da proteggere, è una donna che ha un suo universo. Non è un satellite, non è al servizio di nessun uomo, ma è un pianeta a sé stante e con Diabolik crea un vero e proprio universo. Mi ha affascinato moltissimo perché non ha niente da invidiare all’universo maschile. In genere, quando mi propongono un film, desidero sempre interpretare il ruolo maschile: stavolta invece con Eva Kant non è successo. Non a caso Diabolik è stato creato da due donne che hanno creato questa copia come lo Yin e lo Yang, il bianco e il nero, che si completano avendo ognuno la propria personalità e il proprio carattere”.

Nel film la vediamo biondissima con l’immancabile chignon a citare lo charme senza tempo di tante protagoniste del cinema di Alfred Hitchcock, da Grace Kelly in poi, e a dare vita a una femminilità nuova, più consapevole e con meno sensi di colpa che sembra essere entrata a far parte del già generoso bagaglio dell’ex Miss Italia. Lei sorride e ammicca: “Forse è perché ora mi vedete bionda o perché nel frattempo mi sono sposata. Il fatto è che mi sono davvero immedesimata, ho realmente vissuto come una donna degli Anni Sessanta, dentro quei costumi, usando quelle movenze, quel portamento. Eva è  una donna fortissima che per essere tale non deve imitare gli uomini ma anzi esaltare la propria femminilità”. E raccontando la sua crescita personale e artistica confessa: “Quello che mi ha sempre mosso è l’amore per ciò che faccio. Tutto quello che mi ha mosso in questi primi 13 anni di carriera, dalla vittoria a Miss Italia a oggi, è l’amore. Poi, è ovvio, si cambia, si cresce, ci si evolve. Ma l’amore rimane il filo conduttore che mi guida”.