Luisa Ranieri nuda nel film di Paolo Sorrentino: “Che ansia”. E scoppia la polemica su Napoli

È stata la mano di Dio, il nuovo film di Paolo Sorrentino (nelle sale dal 24 novembre e su Netflix dal 15 dicembre), è stato presentato a Napoli. “È come il giorno del mio matrimonio" ha commentato il regista. E ora si incammina verso il secondo Oscar dopo quello per La grande bellezza.

Paolo Sorrentino ritorna a Napoli per raccontare la sua storia più personale nel film È stata la mano di Dio (nelle sale dal 24 novembre e su Netflix dal 15 dicembre). Ci porta negli anni Ottanta quando Maradona era un Dio, quando il diciassettenne (Filippo Scotti), suo alter ego, sognava di entrare nel mondo del cinema e quando una tragedia famigliare lo travolge: entrambe i genitori (Toni Servillo e Teresa Saponangelo) muoiono per asfissia nella casa in montagna. Sorrentino si lascia andare descrivendo le sensazioni intime di un giovane che cerca di elaborare un lutto e che vorrebbe lanciare lo sguardo verso il futuro. È stata la mano di Dio è in corsa verso l’Oscar: riuscirà a portare a casa dopo sette anni da La grande bellezza un’altra statuetta? "Rispetto a sette anni fa c'è più consapevolezza perché ho capito come funziona e penso che ci sono tante variabili che devono coincidere, commenta il regista. Viviamo alla giornata”. 

Luisa Ranieri senza veli nel film di Sorrentino

Ad aiutare Filippo a vedere il futuro è anche la zia Patrizia (Luisa Ranieri), la diversa, l’elemento di disturbo di una famiglia tipicamente napoletana, con i suoi colori ed eccessi, ma anche metafora della sensualità e dell’erotismo. “Filippo vede in lei la creatività”, afferma Luisa Ranieri che ci racconta come se l’e cavata sul set senza veli. 

“Come ci si può trovare senza pelle? È stata dura. Gli attori lavorano anche con il proprio corpo, ma di base nessun interprete è comodo senza i panni del personaggio”, ci racconta emozionata Luisa direttamente dalla sua Napoli. “Ho capito quanto fosse fondamentale la scena di nudo nel film solo dopo averla girata: Patrizia è diversa e scappa dalla realtà, si denuda per rompere quell’armonia della famiglia che la circonda. Sono stata supportata da tutti, finché mi vedevano senza veli all’estero andava tutto bene, ora il film esce in Italia e mi viene l’ansia”, afferma col sorriso l’attrice. 

Tra i personaggi femminili c’è anche la madre di Filippo, interpretata da Teresa Saponangelo, “che esprime cura e calore”, ci spiega l’attrice. “Sorrentino attraverso questi i ruoli racconta una città matriarcale, dove le donne, con una grande personalità, hanno potere nella famiglia”, aggiunge Luisa, “ha messo insieme la cura delle donne napoletane, la sensualità, la follia e l’allegria. Paolo ha fatto l’esaltazione del femminile”. 

"È stata la mano di Dio era nella mia testa da molti anni e solo ora ho trovato il coraggio di girarlo”, racconta Sorrentino, anche produttore del film, “per ragioni insondabili era arrivato il momento giusto, avevo compiuto 50 anni, avevo una grandissima voglia di tornare a girare a Napoli, sentivo il bisogno di un set d’estate, quasi una possibilità di svago dopo un periodo duro per tutti. Spero che i giovani lo vedano e siano spronati a non abdicare mai a un’idea di futuro per sé stessi. C'è una età, che è quella che racconto nel film, in cui questa idea può essere invisibile e si può stare male”.

Napoli è al centro del film e Napoli viene difesa da Paolo Sorrentino e Torni Servillo che indirettamente rispondono a un’inchiesta de Le Figaro in cui si parla di una città da terzo mondo. "Non potrei vivere in nessun altro posto del mondo” commenta Servillo. "Senza voler entrare in un terreno politico o sociologico”, aggiunge il regista, “questa città se la cava egregiamente da tantissimo tempo, non è facile diventare altro da quello che è". Napoli è anche Troisi. "Il mio unico nume tutelare in questo film è Massimo”, conclude il premio Oscar.