"Lockdown all'italiana", debutto con polemica per Vanzina. Martina Stella: "Mi sono messa in discussione"

Tanto rumore per nulla. È il commento che ti esce spontaneo dopo aver visto “Lockdown all’italiana”, quasi un instant-movie firmato Vanzina che ancora non uscito nelle sale (arriverà al cinema il 15 ottobre) è stato al centro di un’infuocata polemica armata sui social. Partendo dalla locandina e quindi senza aver visto il film in tanti si erano dichiarati offesi dal fatto che si potesse scherzare o peggio lucrare su qualcosa di così drammatico come la pandemia che continuava a mietere migliaia di morti nel nostro Paese e in tutto il globo. Vanzina ma anche diversi editorialisti dei maggiori quotidiani avevano ribattuto con la logica del buon senso quella che ti fa ricordare che, a sragionare così, non avremmo mai avuto “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin o “La grande Guerra” di Mario Monicelli.

E che la censura preventiva resta una pratica odiosa. E in effetti vedendo il film, che segna il debutto a 71 anni di Enrico Vanzina dietro la macchina da presa (dopo aver scritto per 40 anni le sceneggiature mentre il fratello Carlo, scomparso due anni fa, dirigeva le pellicole), si capisce che le polemiche erano pretestuose. In “Lockdown all’italiana” non viene presa di mira la pandemia o i suoi effetti, né il Governo o il suo modo di gestirla. A finire nel tritacarne di questa commedia dal retrogusto amaro siamo un po’ noi tutti, traditi e traditori, furbi e profittatori. Protagoniste sono due coppie, una borghese formata da Ezio Greggio e Paola Minaccioni, l’altra, per dirla proprio con la Minaccioni, “periferica”, formata da Martina Stella e Ricky Memphis.

Traditi e traditori costretti alla convivenza forzata

Greggio e Martina Stella hanno una tresca scoperta proprio la sera dell’8 marzo, quella in cui il premier Conte ha chiuso il Paese, dai rispettivi compagni. Le due coppie si trovano così costrette a una tragicomica convivenza forzata dalla quale, come oramai è chiaro un po’ a tutti, non ne escono migliori di prima. Un film “cattivo”, come sostiene Vanzina in questa videointervista insieme con i suoi quattro protagonisti, “Metto in scena dei veri mostri. Ma d’altra parte questa è la realtà che ci circonda”. 

Una realtà difficile che i quattro protagonisti raccontano nella videointervista concessa a Tiscali.it. Martina Stella: "Io ho cercato di mettermi in discussione come mamma, come moglie. Di rivedere i rapporti che ogni giorno viviamo di fretta per cercare di dare il meglio di me".