Libero De Rienzo, l'ombra dell'eroina sulla morte improvvisa. Il legale: "Basta notizie fuorvianti". Oggi l'autopsia

Secondo l'indiscrezione del Corriere della Sera la polvere bianca trovata nell’appartamento sarebbe eroina. Ma l'avvocato della famiglia avverte: "L’incontrollata divulgazione" di informazioni "spesso romanzate" "ingiustificata a livello umano, è basata su notizie che per legge dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio"

TiscaliNews

La morte improvvisa di Libero De Rienzo si è trasformata in un giallo, con rivelazioni, colpi di scena e poche certezze al vaglio dei magistrati che hanno da subito aperto un fascicolo per morte come “conseguenza di altro reato”. Oggi, 20 luglio, è un giorno importante perché verrà svolta l’autopsia sul corpo dell’attore 44enne, trovato morto giovedì scorso nella sua casa romana del quartiere Aurelio, dopo che per due giorni la moglie Marcella Mosca aveva invano tentato di mettersi in contatto con lui.

Intanto a far notizia è l’anticipazione pubblicata sul Corriere della Sera, secondo cui la polvere bianca trovata nell’appartamento sarebbe eroina. “Pura al dieci per cento e tagliata con altre sostanze, secondo gli esami tossicologici effettuati dai carabinieri del Ris”. Si tratta di una notizia che sarà confermata o smentita dall’autopsia odierna nell’istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli, dove verranno anche eseguiti prelievi tossicologici per accertare se l'artista avesse assunto droghe nelle ore precedenti al decesso. Il tutto avverrà alla presenza di un consulente nominato dalla famiglia che prenderà parte all'attività peritale.

Ma a questo punto i familiari dell’attore di “Fortapasc” cercano di tutelarne l’immagine e la memoria e soprattutto di proteggersi da questo stillicidio di indiscrezioni, alcune tra l’altro già smentite dallo stesso legale nominato dalla famiglia. Si tratta di Piergiorgio Assumma, legale di fiducia e amico della famiglia De Rienzo che richiama al "rispetto della morte", nonché "dei familiari, ma anche dei due figli di Picchio" che hanno appena 2 e 6 anni.

"L’incontrollata divulgazione" di informazioni "spesso romanzate" sulla morte dell'attore, "ingiustificata a livello umano, è basata su notizie che per legge, rappresentando anche il contenuto di atti di indagine, e che dovrebbero essere coperte dal segreto istruttorio. Ciò rappresenta non solo in ottica della privacy, ma anche in termini dei due codici, penale e di procedura penale, una piena violazione".

L’avvocato anticipa in una nota che "la difesa si riserva eventuali azioni giudiziarie, qualora continui questo comportamento, ossia, non quello della libertà di stampa, circa la notizia della morte di Libero, ma quello relativo a notizie che stanno apparendo spesso romanzate (quali: la presenza di una terza persona nell'appartamento, il decesso da più di 24 ore ecc.)”. Il legale ricorda che, attualmente, siamo di fronte ad ipotesi investigative e sarebbe doveroso un maggior contegno, nel rispetto non solo dei familiari, ma anche dei due figli di Picchio, rispettivamente di 2 e 6 anni. La presenza dei due minori richiede e richiederà sempre un tratto umano di maggior livello. Tali ipotesi stanno alimentando, infatti, il dolore dei familiari, aggiungendo ulteriore e inutile angoscia, che nell'astratta ipotesi di una ricostruzione veritiera, non aggiungerebbero nulla alla realtà dei fatti, ma, anzi, lederebbero l'immagine e la memoria di un grande artista. Nella vita, bisogna avere rispetto della morte". La difesa infine ha precisato che “non rilascerà ulteriori comunicazioni".