Kasia Smutniak confessa a sorpresa: "Sono in una fase di stallo. Non so come vedere il mio futuro"

3/19, un titolo che contiene un mistero. Si tratta del nuovo film di Silvio Soldini con Kasia Smutniak nei panni di Camilla, una donna rampante, che mette sotto torchio gli uomini del suo ambiente. Camilla è un’avvocatessa di una multinazionale che vive nel centro finanziario di Milano e che stravede per il proprio lavoro. Nemmeno i problemi scolastici della figlia la distraggono dalla suo carriera.

Un evento drammatico però cambierà le carte in tavola. Un’incidente stradale che coinvolge la protagonista e un ragazzo immigrato senza identità la porterà indietro nel tempo. "In lei si aprirà una crepa che mano a mano si dilata", ci racconta Kasia, "indagando sull’identità del ragazzo morto e dandogli una degna sepoltura ritroverà sé stessa e farà i conti con le ferite del passato". Scopriremo infatti cha Camilla ha perso una sorella trent’anni prima.

3/19 (fa riferimento al terzo morto senza identità del 2019) affronta vari temi "come l’elaborazione del lutto, il cambiamento, l’importanza di prendersi cura degli altri e di noi stessi", afferma l’attrice di origine polacca che ha appena superato i vent’anni di carriera.

Kasia: "La famiglia sempre al centro della mia vita"

Kasia interpreta "una donna molto diversa da me, Camilla è praticamente il mio opposto", dice, "abbiamo fatto scelte diverse, la famiglia per me è sempre stata al centro della mia vita". L’unico elemento che unisce l’attrice con il personaggio è l’elaborazione del lutto: Kasia nel 2010 ha perso il compagno Pietro Tarricone, da cui ha avuto la figlia Sophie, ora 17enne.

Sono trascorsi poco più di vent’anni dal primo film dell’attrice e modella di Varsavia che ha conquistato il cinema italiano. Ha esordito nel 2000 con Giorgio Panariello, poi sul set di Radio West ha conosciuto l’amato Pietro Tarricone, ma è il film Nelle due mani di Peter Del Monte a sdoganarla facendole vincere un Globo d’Oro come Miglior attrice rivelazione. 

"È stata una grande fortuna incontrare Del Monte, un regista che per certi versi assomiglia a Soldini: entrambi sanno raccontare le donne in un modo unico".

Poi ci sono stati altri incontri folgoranti, "che mi hanno segnata nel profondo, come quello con Ferzan Ozpetek", che l’ha voluta in Allacciate le cinture

"Ci sono stati anche dei momenti di incertezza, "legati per lo più al mio vissuto", confessa, ora sono in una fase di stallo e non so come vedere il futuro".

"Inevitabilmente sono cambiata in questi anni", prosegue, "un attore diventa sempre più interessante perché arricchisce il proprio bagaglio di esperienze. Il segreto è non perdere mai lo sguardo infantile".