I parenti delle vittime di Vallanzasca contro il film di Placido

I parenti delle vittime di Vallanzasca contro il film di Placido
TiscaliNews

“Sarà un Vallanzasca duro, forte, drammatico, un fiore del male che ha una sua poetica”, così Michele Placido descriveva sulle pagine del quotidiano La Repubblica il suo nuovo film dedicato al celebre Bel Renè. Il regista aveva forse messo in conto le polemiche che si sarebbero scatenate dato il curriculum dell’ex bandito che con la cosiddetta Banda della Comasina  terrorizzò Milano negli anni Settanta.

L'indignazione dei parenti delle vittime - A criticare Michele Placido sono i parenti delle vittime di Vallanzasca e della sua banda. Si sono detti indignati i parenti di Luigi D'Andrea e Renato Barborini uccisi il 6 febbraio del 1977. 'Lo stanno ammazzando un'altra volta - dice Alberto Barborini, fratello di Renato - e quando ho visto le foto di Vallanzasca sul set a fianco di Placido, impegnato a dare suggerimenti mi è scoppiata una bomba nel cuore". "Quella di Placido è una scelta vergognosa e deplorevole", aggiunge Gabriella Vitali, vedova di Luigi D'Andrea. "È un errore fare un film su un personaggio che sta scontando 260 anni di carcere per rapine, sequestri e omicidi - ha dichiarato la donna al quotidiano L'eco di Bergamo - dovrebbe pagare i suoi debiti circondato dal silenzio, invece, come è già successo tantissime altre volte, viene messo sotto i riflettori. Il film è basato sul libro Il fiore del male, scritto da Carlo Bonini con lo stesso Vallanzasca, e prodotto dalla 20Th Century Fox, con protagonista Kim Rossi Stuart e Valeria Solarino nei panni di Consuelo.