Gabriele Muccino e la rottura definitiva con il cinema italiano. I motivi del gesto clamoroso

"Mi tiro fuori con amarezza, non certo invidia, per aver adorato il nostro cinema più nobile. Vederlo ridotto a una schermaglia tra film minori, ignorati e/o sopravvalutati. Mi dispiace per il pubblico che ha perso interesse assistendo a gare tra film sconosciuti": il suo j'accuse

Gabriele Muccino e la rottura definitiva con il cinema italiano. I motivi del gesto clamoroso

È rottura completa tra Gabriele Muccino e il cinema italiano dei David di Donatello. Era nell'aria già da tempo, ora è arrivata la conferma ufficiale. "Sono uscito dalla giuria dei David Di Donatello. Non mi riconosco nei criteri di selezione che da anni contraddistinguono quello che era un tempo il premio più ambito dopo l’Oscar". Così il regista de "L'ultimo bacio" ha scritto  Twitter, confermando di essere uscito dalla Giuria del Premio. Non è la prima volta che Muccino si mostra in aperta polemica con i David di Donatello. "Non mi presenterò più nelle categorie di Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, in futuro", ha annunciato poi.

La decisione arriva dopo la durissima polemica che lo stesso Muccino aveva animato sui social all'indomani delle nomination per i David, che saranno consegnati a Roma il prossimo 11 maggio, quando aveva scoperto che il suo film "Gli anni più belli" era stato ignorato. In un tweet del 3 aprile scorso aveva scritto: "Sto meditando di uscire dall’Accademia dei David di Donatello come giurato e non presentare mai più in futuro i miei film in gara. Non lo si può più considerare, come fu, il premio più prestigioso del cinema italiano nel mondo". E ancora:  "Mi tiro fuori con amarezza, non certo invidia, per aver adorato il NOSTRO cinema più nobile e vederlo ridotto ad una schermaglia tra film minori, ignorati e /o sopravvalutati. Mi dispiace anche per il pubblico che ha perso interesse assistendo a gare tra film sconosciuti".

Il regista de "L'ultimo bacio" e de "La ricerca della felicità", che non figura né nella cinquina dei migliori film né in quella dei migliori registi aveva reagito con durezza a una doppia bocciatura per "Gli anni più belli" e per il suo cast straordinario (Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Piefrancesco Favino, Claudio Santamaria, Emma Marrone al debutto): il film è un affresco riuscito di una generazione intera, quella che va dagli anni Ottanta a oggi, capace di parlare a tutti noi, tra tradimenti, turbolenze studentesche e rampantismo e nello stesso tempo una lunga cavalcata attraverso l'amicizia di quattro ragazzi nei macro eventi che hanno segnato la Storia, dalla fine degli anni di piombo alla caduta del Muro di Berlino, da Mani Pulite  all'ascesa del Movimento 5 Stelle. Insomma Muccino, amatissimo dal pubblico continua a non essere amnato dalla "critica", nonostante gli anni di benedizione hollywoodiana.

"Come crediamo di riportare il pubblico italiano a tifare per il nostro cinema se i titoli in gara sono sconosciuti ai molti, e peraltro nemmeno tra i più amati!? Lo scollamento sarà sempre più marcato e disastroso per l’intera industria del cinema e della sua filiera", aveva aggiunto Muccino in un altro tweet prima di avere comunque parole di stima nei confronti di Piera Detassis: "Un saluto rispettoso va però al Presidente e a Direttore Piera Detassis che sta cercando di risolvere con tutta se stessa gli enormi problemi ereditati da anni di clientelismo in cui addirittura i defunti votavano... Viva allora il cinema italiano, quello vivo".

Nel corso della sua carriera, Muccino ha ricevuto sette candidature ai David e ne ha vinti tre, uno competitivo (Miglior regista per "L’ultimo bacio" nel 2001) e due speciali (“per i suoi successi negli Stati Uniti come autore e come regista” nel 2008 e il David dello Spettatore per "A casa tutti bene" nel 2019).

L'affondo contro "Favolacce"

Qualche giorno dopo Gabriele Muccino aveva fatto un affondo contro "Favolacce", il film ambientato nella periferia romana dei fratelli D'Innocenzo che ha ricevuto ben 11 nomination. Ecco cosa scrive: "Sto provando a guardare da stamattina "Favolacce". Non sono ancora riuscito a finirlo. Sarò poco intelligente o cinefilo per comprenderne la grandezza?", si era chiesto retoricamente.