Fanny Ardant, una ragazza innamorata dell'amore e di Truffaut: "Ecco quale giorno vorrei rivivere"

“Io sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, amo coltivarli": l'attrice francese, musa del maestro della Nouvelle Vague, è ospite alla Festa del Cinema di Roma per presentare il suo ultimo film, eccentrico, folle e romantico, "La Belle Epoque"

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Se il fascino avesse un nome e un cognome si chiamerebbe Fanny Ardant. L’attrice francese, indimenticabile musa e compagna di vita fino alla fine di Francois Truffaut oltre che protagonista di tantissimi film destinati a restare nella storia del cinema, come “La famiglia” e “La cena” di Ettore Scola, ora che ha 70 anni tondi porta a spasso il suo sguardo curioso e benevolo sulla vita con stupefacente leggerezza. A differenza di tanti divi, ama parlare di sé e della sua esistenza lontano dai set, e lo fa con affetto e autoindulgenza, nel suo italiano striato di francese e di sorrisi. Impossibile non restarne affascinati, tanto più che il suo viso illuminato dalle rughe del vivere risulta ancora molto bello. A Roma partecipa alla Festa del Cinema con il suo ultimo film, “La Belle Epoque” di cui accompagna l’uscita italiana insieme con il regista Nicolas Bedos. Si tratta di una pellicola raffinata e ironica incentrata sul tema del passaggio del tempo, dell’usura dei sentimenti e del rimpianto delle occasioni perdute. Al centro della storia c’è la coppia di coniugi di una certa età, formata da Victor (Daniel Auteuil) e Marianne. Lei è una psicanalista dispotica che sceglie di separarsi da lui perché annoiata e bisognosa di nuovi stimoli. Lui è un uomo all’antica che odia il presente digitale ma che quando si trova a dover scegliere di rivivere il giorno più bello della sua vita sceglie di tornare a Lione in un lontano giorno di primavera, quando incontrò proprio lei, Marianne, il suo grande amore. E Fanny? Qual è il suo rapporto con la nostalgia? La coltiva o ne fugge?

Io sono come i matti

“Io sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, amo coltivarli. Mi sembra più pericoloso rincorrere il futuro perché significa avere paura del presente. Ma amo anche il momento presente, in fondo, alla fine, sono due cose gemelle”. Inevitabile chiederle quale momento della sua vita vorrebbe rivivere. E inevitabile è pure la risposta, in cui lei si colloca accanto a Francois Truffaut: "Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere. E devo dire che vorrei rivivere anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dall’infelicità che dalla felicità”. E con un sorriso rivela: “Dei miei film forse vorrei rivivere il primo, “La signora della porta accanto”. Tutto era perfetto: un grande film, un grande ruolo, un grande amore. Praticamente l’allineamento dei pianeti”.

Madre di tre figlie avute da tre uomini diversi e ora anche nonna, Fanny Ardant racconta quali sono le sue priorità: “L'amore è al primo posto. In generale, inteso anche come amore dell'altro, della famiglia. Bisogna tuffarsi, non avere paura, che cosa sono i soldi in confronto all'amore?".