Facchinetti: "Stavolta tra i Belli di papà mi scorta Abatantuono"

Facchinetti: 'Stavolta tra i Belli di papà mi scorta Abatantuono'
di Emanuele Bigi

Riusciamo a fermarlo poco prima di salire sul palco allestito al Chiostro del Bramante a Roma per presentare la serata, insieme ad Anna Safroncik (l’Aurora Gori di Le tre rose di Eva), del MYllennium Award 2015, premio ideato dal giovane imprenditore Paolo Barletta a sostegno di progetti sviluppati da under 30. Francesco Facchinetti ha in mano i fogli della scaletta, si sistema il paio di occhiali trendy che ha appena comprato (da quando è attore). Ebbene sì, il figlio d’arte appena diventato papà per la seconda volta, oltre a dj, musicista, presentatore ha provato anche l’ebbrezza della recitazione. Sta infatti lavorando in Puglia nella prima commedia di Guido Chiesa dal titolo Belli di papà, a fianco a Diego Abatantuono, “il mio mito assoluto”, ci rivela. Durante l’intervista fulminea toglie quegli occhiali dicendo: “Io non sono un vero attore, a dire la verità non so come sia successo e come sia arrivato sul quel set”, sorride. Fatto sta che si è trovato a fianco a un mostro sacro.

Tutto comincia da Attila - “Ho incominciato a seguire ogni passo di Diego dal 1992, da quando ho visto per la prima volta Attila flagello di Dio. Mi ricordo che ero sul pullman durante il tragitto Mariano Comense (il paese dove vive, ndr) - Parco Le Cornelle di Bergamo. Da allora mi sono innamorato e non mi sono più perso un suo film, da Regalo di Natale a Eccezzziunaleveramente, a Mediterraneo. Ora in Belli di papà mi trovo in competizione con Diego – prosegue il giudice di The Voice - che interpreta il padre di una famiglia ricca che si è fatta da sola. Dall’altra parte ci sono io, un famoso Dj che frega la gente e che cerca di fregare anche sua figlia sponsandola”. Questo è l’incipit del film che vedremo a ottobre.

La cosa più difficile? Vedersela con Roby - E’ stato più complicato recitare per la prima volta o condividere la stessa sedia con suo padre a The Voice? Gli chiediamo, mentre qualcuno davanti a noi ci dice imperterrito di “tagliare”: “E’ stato molto più difficile condividere la sedia con mio padre – non ha dubbi il neo attore – molto più difficile”. A proposito, ritornerete l’anno prossimo sui banchi di The Voice? “Se ci chiamano ritorneremo”. Poi Francesco, che ringraziamo per la disponibilità, ci vuole lasciare con un pensiero sui giovani, visto che il Myllennium Award è dedicato proprio a loro: “Questo premio significa molto – dichiara seriamente e con gli occhiali – significa aver capito come gira il mondo. Un paese si dovrebbe basare sui giovani, invece qui sembra che gli under 30 siano spariti, mentre nel resto del mondo rappresentano il futuro e il presente. In Italia tutto è rimasto prerogativa di chi ha fatto il Sessantotto”.