Downey Jr.: "Iron Man ora affronta la ferita dell'anima"

Downey Jr.: 'Iron Man ora affronta la ferita dell'anima'
TiscaliNews

Disarmare Iron Man di tutte le sue tecnologie per scoprire come se la cava il miliardario, filantropo e playboy Tony Stark. Il 24 aprile arriva nelle sale italiane Iron Man 3, il primo della trilogia senza Jon Favreau alla regia e il settimo film della saga cinematografica prodotta dai Marvel Studios. Il film racconta le vicende accadute a Tony Stark-Iron Man dopo i fatti narrati nel film precedente e in The Avengers e vedrà il protagonista combattere contro il Mandarino un nemico la cui portata non conosce limiti.

Robert Downey Jr.: "Iron Man ora affronta la ferita della sua anima" - "Quando lo abbiamo conosciuto per la prima volta, a seguito di un attacco terroristico, alcune schegge penetrate nel suo corpo minacciavano il suo cuore - ha spiegato Robert Downey Jr. -. L'impianto dell'elettromagnete gli ha permesso di rimanere in vita potenziando il suo fisico, trasformandolo, ma, in realtà, Tony non ha mai affrontato la ferita vera, quella della sua anima". I produttori hanno quindi deciso di riprendere la storia dall'inizio e di scoprire ciò che vrebbe fatto se avesse dovuto trovare la strada per diventare un supereroe senza denaro o speciali tecnologie.

Max Pezzali presta la voce al villain Jack Taggert - Nel cast, insieme a lui torna Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper Potts, e ci sono Don Cheadle in quello di James "Rhodey" Rhodes, Rebecca Hall interpreta Maya Hansen, Jon Favreau riprende i panni di Happy Hogan, mentre Ben Kingsley è il Mandarino e Guy Pearce è Aldrich Killian. Nella versione italiana Iron Man 3 ospita un personaggio d'eccezione, l'ex 883 Max Pezzali, appassionato e grande conoscitore dell'universo Marvel, che ha prestato la voce al villain Jack Taggert, pilota di un'armatura sperimentale che lo trasforma in Firepower.

Ben Kingsley: "Mandarino? Un essere demoniaco" - La grande novità del terzo capitolo è rappresentata dal "villain" il Mandarino. "I fan della Marvel mi perdoneranno, ma ho interpretato il cattivo senza avere un modello preciso da seguire. E' stata un'esperienza positiva, come se avessi recitato Shakespeare per la prima volta. Non ho pensato al personaggio ma all'incarnazione del male e alla sua diffusione su larga scale. Ho immaginato il Mandarino come un essere demoniaco e ho caricato il mio lato più folle".