David, l'annuncio shock di Sophia Loren e le lacrime di Mastandrea. Che smacco per Laura Pausini

La figlia di Mattia Torre ritira il premio per il padre scomparso e fa commuovere tutti: "Complimenti a mio padre anche se non c'è più. Bravo papà". Trionfo per "Volevo nascondermi" ed Elio Germano. Checco Zalone a sorpresa batte Pausini e Baglioni

Lacrime, standing ovation, colpi di scena a ripetizione e delusioni abissali. I David di Donatello, finalmente in presenza, raccontano un cinema in ripartenza ma soprattutto la macchina dei sogni capace ancora di regalare bellezza e gratitudine. Come quando la figlia di Mattia Torre ha ritirato il premio vinto dal padre, prematuramente scomparso per la sceneggiatura del film “Figli”. Accompagnata dalla madre, la piccola Emma ha fatto il discorso più semplice ma anche di maggiore impatto della serata ed è stato impossibile per i presenti non sciogliersi in lacrime: “Complimenti a mio padre che ha vinto il premio, anche se non c’è più. Lo dedico al mio fratellino Nico che mi fa ammazzare dalle risate e a mia mamma che non si arrende mai. Questo film parla di famiglie sole e di bambini che nascono, ringrazio le ostetriche e i medici che non fanno volare via le persone”. E a chiudere quel “bravo papà” che ha fatto scattare tutti in piedi i presenti, mentre Valerio Mastandrea, grande amico di Mattia e protagonista del film con Paola Cortellesi,  singhiozzava dietro la mascherina.

La lezione di dignità e amore della piccola Emma Torre 

Ma i David sono stati anche la rivalsa per Sophia Loren, ignorata dagli Oscar e qui invece  migliore attrice protagonista per “La Vita davanti a sé”. La standing ovation al Delle Vittorie per la grande attrice 86enne al suo settimo David era quasi scontata. Non altrettanto, però, lo era una commozione così forte da farla ansimare, mentre sorretta dal figlio Edoardo Ponti, regista del film, raggiungeva il centro del palco: “L'emozione è la stessa del primo David 60 anni fa e anche di più”. La Loren ha avuto parole di elogio per il suo compagno di scena: “Un bambino meraviglioso, magico, che si chiama ibrahima. E ringrazio il mio regista, Edoardo. Il suo cuore e la sua sensibilità hanno dato vita e anima a questo film e al mio personaggio. Anche per questo io a mio figlio sono veramente molto grata, è un uomo meraviglioso". Infine la confessione shock: "Non so se questo sarà il mio ultimo film ", subito corretta con forza di volontà più che convinzione autentica: "Ma io ho ancora voglia di farne ancora, sempre più belli. Io senza il cinema non posso vivere assolutamente!”.

La commozione della grande Sophia Loren e l'annuncio a sorpresa

Il grande vincitore della serata è “Volevo Nascondermi” di Giorgio Diritti che ha vinto i premi “più pesanti”, quelli come miglior film, miglior regia e miglior protagonista maschile, andato a Elio Germano per la sua straordinaria interpretazione del pittore Antonio Ligabue. Ma anche i premi per scenografia, fotografia, acconciatore e suono. In tutto sette David, che nelle parole del regista Giorgio Diritti sono stati dedicati proprio a Ligabue “un uomo ai margini della società allora e che purtroppo lo sarebbe ancora oggi”.  

Grandi sconfitti invece “Hammamet” di Gianni Amelio che conquista solo il trucco (aveva 14 candidature), e “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo, rimasto a bocca asciutta. “L’incredibile storia dell’Isola delle Rose” di Sidney Sibilia invece si porta a casa tre premi: miglior attrice non protagonista a con Matilda De Angelis, attore non protagonista con Fabrizio Bentivoglio e effetti visivi. E per la De Angelis questa è davvero la consacrazione, dopo l’exploit globale con 2The Undoing” e la partecipazione al Festival di Sanremo. Emozionatissima, in apertura della serata, Matilda l’anticonformista ha esclamato: “Un riscatto incredibile, muoio. Non so cosa dire, mi vengono solo parolacce”.

Grande sconfitta anche Laura Pausini che con la sua canzone "Io sì”, tema principale del film "La vita davanti a sé” aveva aperto la serata dal teatro dell’Opera di Roma, secondo set per motivi di spazio e di sicurezza di questa cerimonia.Già vincitrice del Golden Globe e nominata agli oscar, la Pausini è stata battuta a sorpresa da Checco Zalone, vincitore del David come migliore canzone, con la sua “Immigrato” nel film “Tolo Tolo”. "Se lo sapevo venivo", ha esclamato scherzando Luca Medici, ovvero Checco Zalone, in collegamento da casa. "I miei famigliari dormono, non gliene frega niente che ho vinto”. E poi ha infilzato: “Mi sono preparato poche parole. La solita cricca di sinistra che premia i soliti, no questo era il foglietto se perdevo. Grazie all'accademia per il riconoscimento meritocratico". A lui anche il David dello spettatore.

C'è stato poi l'omaggio a Gigi Proietti, una standing ovation guidata dal suo allievo e amico Enrico Brignano e quello del figlio di Ennio Morricone, Andrea, al padre dirigendo dal Teatro dell'opera brani da “Nuovo Cinema Paradiso”, “ C'era Una Volta In America” e “Mission”. Tra gli altri premi, Pietro Castellitto è il miglior regista esordiente per “I Predatori”, “un abbraccio a mamma, un bacio a papà”. A vincere come miglior documentario  “Mi Chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli.