David di Donatello, la dedica romantica e la battuta macabra di Silvio Orlando sulla moglie. Lo strapotere di Napoli

"Muoviamo il culo!": l'attore partenopeo suona la carica per il cinema, sempre vitale e creativo ma in crisi per l'abbandono delle sale. Martone, Scarpetta, Sorrentino, Capuano sanciscono lo strapotere di Napoli

“Muoviamo il culo!”: l’esortazione di Silvio Orlando, commosso fino alle lacrime e assolutamente incredulo per essere stato giudicato il miglior attore protagonista di questo ultimo anno di cinema, è la sintesi perfetta dei David di Donatello che con una serata a Cinecittà finalmente in presenza hanno celebrato il cinema italiano in una stagione che lo vede vitale e creativo ma in difficoltà per l’abbandono delle sale da parte del pubblico. Una crisi sotto gli occhi di tutti che Silvio Orlando ha voluto affrontare di petto con quell’esortazione accolta da un’ovazione e con il racconto di come in questi due anni di pandemia lui non si sia mai fermato: “Nell’ultimo anno sono stato in 40 città facendo una tournée con il teatro. E la fatica e la stanchezza di tutti questi chilometri si vedono sul viso e soprattutto quando reciti. Ma è questo l’unico modo di andare avanti. Spero di continuare così, a muovere il culo”.  

Poi la dedica romantica e commovente alla moglie: “Non ci credo ancora. Datemi un pizzicotto. E dire che questo film non lo volevo fare perché non mi sentivo all’altezza di un ruolo così difficile e lontano dalle mie corde. Giuro su dio che non me l’aspettavo. Dedico questo David a mia moglie, Maria Laura”. E mentre scrosciavano gli applausi, l’affondo ironico: “no, non è morta, sta bene”, ha puntualizzato Orlando per poi concludere così: “È sicuramente la persona migliore che abbia mai conosciuto in vita mia”. Da Orlando anche un ringraziamento a Paolo Sorrentino che in “questi anni mi ha “brutalizzato”, ha detto scherzando ancora. E proprio Paolo Sorrentino è stato il grande vincitore di questa edizione con il suo film più intimo, È stata la mano di Dio”  dedicato alla storia della sua famiglia, stroncata improvvisamente dalla morte di entrambi i genitori quando lui, Paolo, era poco più che un adolescente.

Il David come miglior film e come miglior regista è andato proprio a Sorrentino che ha anche premiato il regista napoletano che  lo ha tirato su, Antonio Capuano (sua la battuta più iconica di “È stata la mano di Dio”, quel “non disunirti” che raccomanda al giovane Sorrentino) che finalmente ha avuto un riconoscimento importante. Ma l’intero David è  stato dominato da una città straordinaria come Napoli e dagli artisti napoletani: oltre al David come miglior attrice non protagonista a Teresa Saponangelo che nel film di Sorrentino interpreta la madre del regista, anche Mario Martone con “Qui rido io” ha ricevuto il premio per i costumi e soprattutto quello a Edoardo Scarpetta, anche lui napoletano e protagonista oltre che del film dedicato al grande attore napoletano, suo avo, anche di “Le Fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek.

Anche i “Fratelli De Filippo”, film di Sergio Rubini sempre nel segno di Napoli, porta a casa una statuetta per il miglior compositore e cioè Nicola Piovani. Mentre “Aria Ferma”, il film per cui Orlando ha vinto come miglior attore protagonista, ha vinto anche per la sceneggiatura originale.

Miglior attrice protagonista la diciassettenne Swami Rotolo, la più giovane di sempre, per l’interpretazione in “A Chiara” di Jonas Carpignano. A Diabolik un solo David, quello per la canzone originale la bellissima “La profondità degli abissi”. A vincere piuù statuette di tutti però è il fantasy di Gabriele Manetti, Freaks Out: ben sei per miglior scenografia, fotografia, produttore, trucco, acconciatura, effetti visivi-vex.