David di Donatello, a sorpresa Drusilla critica il politicamente corretto: "Può essere castrante e al limite dell'inciviltà". Le nomination

Ai David di Donatello c’è un testa a testa tra è “È stata la mano di Dio” di Sorrentino e “Freaks Out” di Mainetti con 16 nomination a testa.

Ai David di Donatello c’è un testa a testa tra è “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino e “Freaks Out” di Gabriele Mainetti che dominano la classifica dei film più nominati con ben 16 candidature ciascuno. A ruota segue “Qui rido io”, il film di Mario Martone, omaggio toccante al teatro e alla figura di Eduardo Scarpetta con 14 nomination. Sono state rese note le cinquine del premio più importante del cinema italiano, giunto alla 67esima edizione: tra un mese, il 3 maggio la cerimonia della premiazione, in diretta su Rai1, che sarà officiata ancora una volta da Carlo Conti che al suo fianco avrà “l’eleganzissima” Drusilla Foer. A seguire, nella classifica dei film con più nomination ci sono “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo e “Diabolik” dei Manetti Bros', con 11 candidature ciascuno, poi “A Chiara” di Jonas Carpignano, “I Fratelli De Filippo” di Sergio Rubini ed “Ennio” di Giuseppe Tornatore, con 6 candidature ciascuno. In particolare il documentario dedicato al grande Morricone entra nella cinquina anche come miglior film ed è una prima volta assoluta.

La buona notizia è che i David saranno in presenza e che torneranno a Cinecittà: l’obiettivo, sottolineato dall’ad Nicola Maccanico così come alla presidente dei David Piera Detassis è quello di “fare sistema” e di risollevare le sorti della settima arte, messa a dura prova da due anni di pandemia non tanto nella creatività quanto nella frequentazione delle sale, che nonostante le riaperture, non sono più tornate piene come un tempo.

A votare le cinquine ben il 91% dei 1626 giurati che hanno scelto come attori protagonisti questa cinquina: Elio Germano, Silvio Orlando, Filippo Scotti, Franz Rogowski e Toni Servillo. La inquina delle attrici protagoniste è composta da Swami Rotolo, Miriam Leone, Aurora Giovinazzo, Rosa Palasciano e Maria Nazionale, tutte alla loro prima candidatira a arte quest’ultima, a dimostrazione della vivacità del settore.

"Sarà un momento di grande festa per il cinema, con il tappeto rosso e il glamour, che in questi ultimi anni sono mancati. Ma non farò battute sulle acconciature dei presenti così nessuno mi darà un cazzotto", ha detto scherzando sull'incidente della Notte degli Oscar tra Will Smith e Chris Rock Carlo Conti che ha confessato di avere come film italiano preferito nella storia del cinema, “Amici miei”. Lo stesso film scelto anche da Drusilla Foer, “quando voglio ridere. Per la sua poetica cattiva, amara, crudele e dolce”. “’Amici miei” è la versione antesisgnana dello schiaffo di Will Smith”, scherza ancora Carlo Conti ammettendo però che “con le regole odierne tante scene di quel film non si potrebbero più fare. Ne rimarrebber al massimo pochi minuti dell’intera pellicola”.

Quello del politicamente corretto è un tema molto sentito a Hollywood ma anche qui in Italia. “A volte si esagera e si fanno cose assurde”, racconta Conti. “Io stesso ad esempio sono stato accusato facendo “Tale e Quale” di fare il black face. La trovo una stupidaggine ma comunque abbiamo ovviato al problema  facendo esibire la figlia di Wes in imitazioni di artisti neri. Lei stessa ha anche imitato in duetto il padre e Dori Ghezzi: non vorrei ora che ci accusassero di fare il white face”. Insomma, ci si adatta sperando che l’intelligenza faccia capire la differenza che c’è con le discriminazioni vere”. Anche Drusilla Foer ha qualche critica da fare sull’eccesso del politicamente corretto: “È un metodo per non essere offensivi e non ledere la dignità di qualcuno e lo approvo. Ma è la soglia a fare la differenza. Il politicamente corretto può diventare un boomerang e risultare castrante ed esasperato. Insomma, in generale mi piace, anche se a volte è esasperato e altre volte al limite dell’inciviltà”.