Crescentini: "Vi racconto la mia Generazione 1000 euro"

Crescentini: 'Vi racconto la mia Generazione 1000 euro'
di Emanuele Bigi

Carolina Crescentini in Generazione mille euro di Massimo Venier, nelle sale dal 24 aprile, rappresenta l’altra faccia del mondo precario. È una ragazza in carriera. Nel suo cammino si imbatte in Matteo (Alessandro Tiberi), assunto per sei mesi nella medesima azienda, laureato in matematica con un master in statistica, che però si occupa di tutt’altro, guadagno: poco meno di mille euro. È l’emblema del precario di nuova generazione. Una realtà tangibile che viene raccontata con ironia da Massimo Venier, regista di molti film di Aldo Giovanni e Giacomo.

Ci inquadra il suo personaggio, Angelica.
“Si occupa di marketing, viaggia molto, salta da un albergo all’altro, da Milano a Berlino, da Barcellona a Londra, Angelica ha sempre il trolley in mano, non ha amici e una vita privata. Vorrei rincontrarla tra dieci anni e vedere in che stato si trova”.

Qual è l’aspetto che l’ha conquistata?
“L’ottimismo, avere sempre un obiettivo da raggiungere. Rispetto a Beatrice (interpretata da Valentina Ludovini ndr) è molto diversa, ma hanno in comune un carattere battagliero”.

 
Le assomiglia?
 


“Per certi aspetti sì, sono un’ottimista nata. Ovviamente tutti attraversano momenti critici, credo comunque che per raggiungere degli obiettivi bisogna combattere. Matteo si lamenta spesso nel film invece dovrebbe lanciarsi e darsi una mossa, in sostanza rimboccarsi le maniche”.

 

Si è mai sentita precaria?
“Il lavoro dell’attore è di per sé precario. So bene che oggi posso essere sulla cresta dell’onda e domani sott’acqua. È un lavoro che segue le mode, per questo guardo solo al presente. Tutti siamo sostituibili. Quando sono entrata in questo mondo ne ero consapevole. Dall’altra parte siamo anche fortunati, la nostra precarietà è dettata da una scelta personale, quella di molti lavoratori no”.

Si è mai trovata in strette economiche?
“Prima di essere scelta da Fausto Brizzi per Notte prima degli esami – oggi lavoravo in un bar per mantenermi e per pagare l’affitto, forse avevo in banca cinquanta euro. Era dura. Anche oggi ho un po’ di paura, ma questo mestiere riesce a trasmettermi ogni volta la giusta scarica di adrenalina che mi fa sentire viva”.

E i genitori cosa suggeriscono?
“Ogni tanto mi dicono: ma perché non ti affidi a un consulente del lavoro? Questo mestiere è anche il gioco più bello del mondo ma ha bisogno di rispetto, per farlo ci vuole concentrazione, testa alta e una gran forza di volontà”.

Un tempo si diceva che mille lire al mese davano la felicità.
“Oggi ci vogliono mille euro solo per l’affitto, è un problema pratico e la società non aiuta. Qual è la soluzione? Siamo in crisi ma gli affitti non si abbassano, come mai? C’è sempre qualcuno che vuole lucrare”.

Perché i precari dovrebbero venire a vedere questo film?
“È divertente e parla di attualità, è onesto e ci può rispecchiare facilmente. Quando sono entrata in contatto con il copione e poi con i compagni di viaggio ho iniziato a chiedermi seriamente di cosa avevo bisogno e cosa desideravo. Generazione 1000 euro aiuta a riflettere sorridendo”.