Coco, l'orfana diventata il mito Chanel

Coco, l'orfana diventata il mito Chanel
TiscaliNews

Solo chi era stata costretta a misurare il suo valore personale andando oltre le difficoltà familiari e i pregiudizi maschili poteva reinventare la figura femminile nell'alta moda. Gabrielle Coco Chanel riuscì a fare questo assecondando il proprio talento, il desiderio di riscatto e la proverbiale testardaggine. Il 29 maggio arriva nei cinema il film Coco Avant Chanel che, come rivela il titolo, fa un ritratto della donna prima che della stilista di genio.

L'orfanotrofio e il riscatto - In Coco Avant Chanel, diretto da Anne Fontaine e interpretato da Audrey "Amelie" Tatou, la storia della leggendaria creatrice di alta moda parte dall'infanzia. La piccola Gabrielle cresce come orfana insieme alla sorella, due bambine abbandonate che attendono il ritorno del padre. Gabrielle detta Coco lavora come umile sartina e sbarca il lunario cantando nei cabaret di secondo ordine. Il suo riscatto comincia da lì e diventerà definitivo grazie all'incontro con il suo amante Etienne Balsan.

Direttamente nel mito - Sarà Balsan, innamorato di lei, a offrirle i primi agi e appoggi professionali. Ma il carattere di Coco, già fieramente indipendente, resta quello di una donna che si rifiuta di diventare la moglie di qualcuno. Il ruolo femminile tradizionale le sta stretto, come sono strettii panni femminili a cui preferisce quelli dei suoi numerosi amanti. Coco Chanel è una donna moderna che decide di simboleggiare la sua indipendenza creando uno stile di moda tutto nuovo. Un'impresa entrata nel mito, ripercorsa tappa per tappa dal film interpretato da Audrey Tatou.