Checco Zalone straccia tutti i record, in versione Celentano le canta alla Prima Repubblica

"Quo vado" incassa 22 milioni in 3 giorni e polverizza ogni record. Il Molleggiato gli scrive: "Sei un toccasana, una medicina allegra"

Checco Zalone straccia tutti i record, in versione Celentano le canta alla Prima Repubblica
di Cinzia Marongiu

 Oltre 22,2 milioni di euro di incasso nel primo weekend di programmazione: Checco Zalone straccia tutti i record e si avvia a battere se stesso. Nel senso che il suo nuovo film “Quo vado”, dopo i fuochi artificiali dei primi tre giorni in cui è stato visto da tre milioni di spettatori, dovrà vedersela con gli incassi italiani più alti di sempre ovvero con il suo precedente film “Sole a catinelle” (52 milioni di euro incassati) e con “Avatar (67 milioni). E la sensazione è che ce la possa fare, visto che l’odissea del suo impiegato pubblico cresciuto con l’ossessione del posto fisso, costretto a confrontarsi con l’abolizione delle province e disposto a tutto, perfino a trasferirsi al Polo Nord, pur di salvaguardare i suoi privilegi, appassiona e diverte gli italiani che affollano i social di messaggi entusiastici. A cominciare dall’entusiastico tweet del ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini che ha scritto così: “Grazie a #CheccoZalone. Il successo di #QuoVado fa bene a tutto il cinema italiano e avvia alla grande un 2016 di ritorno nelle sale".

La sua grande passione resta la musica - Ma il successo di Checco Zalone, nome d’arte di Luca Medici che in dialetto barese (Bari è la sua città natale) significa “Che tamarro”, non è solo legato al cinema. La musica, prima e autentica passione del comico pugliese infatti continua a dargli soddisfazioni: anche per questo film come per i precedenti, Zalone ha composto e cantato alcune canzoni. Ecco qui il vide, postato dallo stesso Zalone, di “La Prima Repubbica non si scorda mai”, dove rispolverando tutti i tic e gli atteggiamenti del suo mito di sempre Adriano Celentano, Checco le canta a tanti italiani, discutibile modello di furbizie varie e di scorciatoie illegali pur di non faticare e di godersi privilegi immeritati e ingiusti.

Definitivo sdoganamento - Insomma “Quo vado” sembra essere la definitiva consacrazione di Zalone, amatissimo dal pubblico ma ancora guardato con qualche imbarazzo dalla parte più snob di certa critica che per anni lo ha visto solo come esempio di volgarità e facili battute. Nel film diretto da Gennaro Nunziante, scritto da Zalone e interpretato oltre che da lui anche da un cast di grandi attori come Sonia Bergamasco, Ninni Bruschetta e un grande Lino Banfi nei panni di un senatore corrotto, non ci sono volgarità se non quelle a cui tutti noi assistiamo quotidianamente in un’Italia devastata dall’ingiustizia sociale e dal trionfo dei furbi sui meritevoli.

E il vero Molleggiato gli risponde così - "Volete che anch’io, come tutti, non sia curioso di andare a vedere cosa mai ci avrà combinato? Indipendentemente dal fatto poi, che ‘sta volta avrei anche una ragione in più per avermi in qualche modo coinvolto in quella sua originale «Prima Repubblica», un brano che lui stesso ha scritto, concedendomi l’onore, come più volte ha dichiarato, di essere io il suo mito": cos ìscrive Adriano Celentano in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. "Ora se voi mi chiedete se sono contento è chiaro che sono contento. Poteva dirlo di un altro, e invece no, lui si è riferito proprio a me, anche nei gesti quando canta la canzone. Quindi non ci si può sbagliare. Sono io il suo mito. Un suo film «Cado dalle nubi», l’avrò visto sei o sette volte. Lo tengo da conto perché quando mi capita magari di essere un po’ stressato a causa di una eccessiva concentrazione sul lavoro, anziché prendere 5 gocce di Lexotan accendo il televisore, guardo quel film e alla seconda battuta già mi rilasso allegramente. Per cui Zalone è anche un efficace toccasana di cui le farmacie non possono essere sprovviste.

Ecco il testo delle prime strofe de "La Prima Repubblica" - :
“La Prima Repubblica non si scorda mai
la Prima Repubblica tu cosa ne sai?
Dei quarantenni pensionati che danzavano sui prati dopo dieci anni volati all’aeronautica
E gli uscieri paraplegici saltavano
E i bidelli sordomuti cantavano
e per un raffreddore gli davano quattro mesi alle terme di Abano
Con un’unghia incarnita eri un invalido tutta la vita
La prima Repubblica non si scorda mai
La PrimaRepubblica tu cosa ne sai?
Dei cosmetici mutuabili
Le verande condonabili
I castelli medievali ad aequo canone
Di un concorso per allievo maresciallo
sei mila posti a Mazara del Vallo
i debiti pubblici si ammucchiavano come conigli
tanto poi eran ca..i dei nostri figli…
Picchia duro, alla sQueste sono le prime due strofe di “la Rima repubblica”