Benigni e la dichiarazione d'amore più bella: le parole che le donne sognano di sentirsi dedicare

"Conosco solo una maniera per misurare il tempo, con te e senza di te” dice guardando la sua Nicoletta innamorato come il primo giorno. E la standing ovation ci sta tutta

“Un’anima innocente che ci riporta all’infanzia, una bottiglia di prosecco pronta a esplodere, un cocomero maturo pieno di gioia. Un genio comico di cui il mondo ha bisogno ora più che mai”: Jane Campion, la regista neozelandese di “Lezioni di piano”, non fa nulla per nascondere l’immensa ammirazione che nutre per Roberto Benigni. La sua laudatio prima di consegnargli il Leone alla carriera è densa di emozione e gratitudine per l’autore e soprattutto per l’uomo, per il cineasta capace di trasformare l’Olocausto in un inno al sacrificio di sé, con un’unica vera grande lezione nella vita, quella di innamorarsi sempre. Di continuo, perché l’amore è l’essenza del vivere e senza si è già un po’ morti.

Così quando arriva lui, con quel suo sorriso birichino e ammiccante, monumento alla gioia di vivere e alla capacità di farsi sorprendere dalla vita, si è già tutti pronti a commuoversi. E infatti scattano tutti in piedi, dal presidente Mattarella al ministro Franceschini, a ributargli una standing ovation, mentre ancora scorrono negli sguardi divertiti le immagini de "La vita è bella” e di “Daunbailò”, del “Piccolo diavolo” e di “Non ci resta che piangere”.

Eppure anche stavolta Roberto Benigni è riuscito a sorprendere e ad andare oltre ogni aspettativa, trasformando un semplice discorso di ringraziamento in una delle più belle e romantiche dichiarazioni d’amore che si possano ricordare.

La destinataria è seduta in sala, protetta da una mascherina e dagli occhiali. Nicoletta Braschi, la compagna di una vita, la sua “attrice preferita”, la complice di mille lavori, musa ispiratrice e meraviglia nel suo sguardo di ragazzo innamorato, ascolta tre minuti di assoluta poesia, degni del miglior Dante verso la sua Beatrice. Alzi la mano chi, tra le donne letrici di questo articolo, non ha segnato almeno per una volta di ricevere una dichiarazione del genere. Prciò godiamocela tutta qui.

La dichiarazione d'amore alla sua musa

''A chi dedico il Leone? Non posso dedicarlo a Nicoletta: è il suo. Abbiamo fatto tutto insieme, per 40 anni. Lo portiamo a casa e lo dividiamo così: io mi prendo la coda per mostrarti la mia gratitudine anche scondinzolando, le ali invece sono le tue per il talento, il mistero, il fascino, la femminilità. Emani luce. Fin dalla prima volta che ti ho vista sono rimasto abbagliato e mi sono chiesto se il buon Dio non avesse fatto un altro sole. È stato amore a prima vista, anzi a ultima vista. O meglio a eterna vista. Aveva ragione Groucho Marx quando diceva “gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta”. Ed è la verità. Io non ce l’ho fatta a essere come te, Nicoletta. Se qualcosa di buono l’ho fatto lo devo a te. Conosco solo una maniera per misurare il tempo, con te e senza di te”. E la standing ovation ci sta tutta.