Alessandro Borghi e Luca Marinelli: "Noi sex symbol? Ora dovete scegliere uno dei due"

I due attori sono protagonisti del film Le otto montagne, in concorso a Cannes, una storia d’amicizia straordinaria che ha emozionato

Alessandro Borghi e Luca Marinelli si ritrovano di nuovo sul set a sette anni da Non essere cattivo di Claudio Caligari e il tempo sembra non essere passato. I due attori, tra ii più amati del cinema italiano, sono i protagonisti di una storia d’amicizia nel film Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, in concorso al Festival di Cannes e tratto dal romanzo di Paolo Cagnetti. Come da copione ci regalano una performance è da urlo.

Non poteva esserci storia migliore per riportarli a lavorare insieme in cui l’amicizia ne è il cuore pulsante. Nel film interpretano Pietro (Marinelli) e Bruno (Borghi), due amici che si conoscono a dodici anni durante un’estate in montagna. Da quel momento non si lasceranno più. Tra alti e bassi, silenzi e non detti, difficoltà e gioie, Pietro e Bruno, l’uno molto diverso dall’altro, vanno alla ricerca di un posto nel mondo: il primo scrivendo libri e arrivando fino in Nepal, il secondo lavorando in un alpeggio e scalando sempre la stessa vetta.

Borghi e Marinelli ci parlano della loro amicizia. "Io e Luca siamo lontani, viviamo due vite diverse ma la nostra amicizia è nutrita specialmente dalle differenze, credo che trovare somiglianza nell’affetto sia un grave errore”, è convinto Borghi, "Mi incuriosisce il modo in cui Luca veda questo mestiere, che a volte è diverso dal mio. Ci confrontiamo e ci raccontiamo le nostre paturnie. È bello sapere che questo legame esiste al di fuori del lavoro”. “Ci siamo incontrati sette anni fa e non ci siamo più lasciarti, un po’ come capita a Pietro e Bruno nel film: siamo lontani, ma siamo nello stesso posto”, dice Marinelli.

Sono trascorsi sette anni da Non essere cattivo, molti film di successo e riconoscimenti hanno segnato le carriera dei due attori che concorrono per la Palma d’Oro a Cannes, pensiamo a Diabolik a Martin Eden, alla serie Diavoli a Sulla mia pelle che racconta il caso Cucchi. «In questi anni sono cambiato, non so se in meglio o in peggio”, dichiara sorridendo Alessandro. “Posso solo dire che da un paio d’anni ho abbandonato l’idea di andare alla ricerca ossessiva della performance e di voler dimostrare di essere bravo. Agli inizi cadi dentro quella trappola e vuoi dimostrare il tuo valore, oggi ho fatto pace con me stesso e con il fatto che si può sbagliare e che un personaggio può venire meglio di un altro”.

Quando gli chiediamo che cosa ne pensano del fatto che siano considerati dei sex symbol iniziano a ridere e Borghi fa un appello: “Prima o poi dovete scegliere tra me e Luca”, mentre l’amico imbarazzato commenta: “È un grave errore considerarmi un sex symbol”.