"Hotel Gagarin", Amendola: speranza è nella curiosità per l'altro

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di Askanews

Roma, (askanews) - In un film divertente e poetico come "Hotel Gagarin", diretto da Simone Spada, nei cinema dal 24 maggio, Claudio Amendola interpreta un personaggio romantico e sognatore. Con Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D'Amico, Caterina Shulha, si ritrova in un hotel isolato dell'Armenia: il progetto di girare un film è saltato ma quell'imprevisto, in quel luogo remoto, dà il via a trasformazioni, rinascite, incontri. "Il mio personaggio incontra una donna di un altro Paese, con un'altra cultura, con un'altra lingua, con una grandissima incomunicabilità, ma riescono ad incontrarsi. E questo secondo me è molto importante, io lo tradurrei in curiosità dell'altro, invece che paura dell'altro. E' una grandissima speranza quella dell'apertura agli altri, in un momento in cui ci chiudiamo sempre più e alziamo i muri e non facciamo i ponti".Tra gli incontri dei protagonisti ci sono gli abitanti di un piccolo villaggio dell'Armenia, che si avvicinano a quella troupe sgangherata con la loro curiosità per il cinema e con i loro sogni:"Quei volti che Simone Spada racconta in quei primi piani negli ultimi 10 minuti del film, non sono riproponibili qui. Noi quelle rughe le abbiamo riempite, chi di botox, chi di agiatezza, quelli ce le hanno ancora e sono profonde, e sono rughe di 150 anni indietro. Sono le stesse rughe che avevano i contadini e i pescatori italiani 70 anni fa. E noi facciamo male a scordarcele".