Morgan contro Fazio: "A lui 12 milioni di soldi pubblici dati senza logica. Bisogna boicottarlo"

La dura lettera aperta del musicista e showman tv: "L'appello ai colleghi. Se avete i c....i e una coscienza civile non andate ospiti da lui"

Morgan e Fabio Fazio
Morgan e Fabio Fazio
Redazione Tiscali

Un vero e proprio attacco a Fabio Fazio, fresco di rinnovo contrattuale in Rai a 1 milione e 800 mila euro l'anno, per quattro anni. In forma di lettera aperta, inviata al sito Dagospia. Postato su Facebook, poi rimosso. Morgan è così, tutto impulso. Pentito, ma dopo aver fatto divampare l'ennesima polemica contro le strapagate (a detta di molti, anche politici) star della Rai. Scrive Morgan: "Anche se non voglio paragonare le mie problematiche a quelle ben più importanti e urgenti di cui parla il nostro amico nel video, vorrei informare che la Rai dà 12 milioni a Fazio e senza nemmeno darmi uno straccio di motivazione rifiuta tassativamente i progetti che ormai da due anni io presento, e si tratta di cose scritte da me frutto della mia esperienza e ricerca musicale che mi sembra di aver prestato ampiamente e con impegno alle reti nazionali laddove si trattava di trasmissioni altrui e contenitori vari (con conseguenti risultati di picchi d'ascolto durante le mie apparizioni)".

Boicottate Fabio!

Nella sua lettera, Marco "Morgan" Castoldi, spiega: "Io propongo per iscritto dei seri progetti tutti finalizzati a realizzare una anche  piccola trasmissione che faccia della musica un servizio pubblico e loro , la rai, per altro diretta da persone con cui in teoria dovrei aver pure affinità di orientamento politico ma la rai si ostina a trattarmi con menefreghismo assoluto, mi chiude le porte in faccia, non mi considera neanche per uno spazio minimo a costi 0. Intanto grandi somme destinate ai balletti dell'inglese Mika, a realizzare dieci puntate in prima serata dove si parla di musica e si suona, dirette da Giletti(!!!!) (che come sapete è un grande musicista) milioni di euro a Fazio, anch'egli uomo senza alcuna specificità o eccellenza in qualsivoglia settore dello spettacolo o della cultura,  ma a me  (quando incontro delle persone per strada una su tre mi chiede perché non faccio un programma di musica) manco una risposta via sms, troppo impegnati a costruire i loro palinsesti. E aggiungo una cosa ai miei colleghi e a tutti i protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Fazio prende 12 milioni dai soldi pubblici ed è una cosa immotivata, illogica, ingiusta, diseducativa ed al limite della decenza. Forse anche perseguibile legalmente dato che i cittadini hanno diritto di associarsi e chiedere il rispetto delle norme democratiche e costituzionali sull'impiego dei loro sudati soldi. L'appello ai miei colleghi è semplicemente questo: se avete i coglioni come uomini e avete una coscienza civile, non andate ospiti da Fazio".

Questione di (stra)potere

Nella sua stilettata alla Rai e ai suoi protetti, Morgan conclude: "Solo in questo modo aiuterete il popolo che sosterrà l'inadeguatezza di una somma così enorme, perché  svuoterete dello strapotere colui che lo detiene e non certo per via di quello che è (dato che non è nulla in nessun campo) ma per via di tutti gli ospiti e i grandi artisti che ha intervistato. Vi è chiaro?". Poi la rimozione del post dal social network e lo scritto successivo: "Mi rivolgerò al Garante perché comprendo che un dibattito su questioni così personali non può essere condiviso. Ho sbagliato a pretenderlo". Ma l'incendio è appiccato, e il modo in cui la Rai ha protetto alcune sue stelle dal taglio dello stipendio al tetto massimo di 240 mila euro l'anno, lordi, continua a dividere. Fra chi sostiene che siano cifre fuori mercato, specie per il servizio pubblico, chi dice che a questo punto bisogna togliere il canone e far stare la Rai sul mercato pubblicitario come un'azienda privata, e chi difende Fazio e gli altri, sostenendo che i loro compensi sono molto alti ma pienamente coperti dagli introiti pubblicitari che assicurano a Mamma Rai. 

Il post di scuse scritto poi dal musicista