Ilary Blasi: "Io e Totti insieme sul palco? Non scherziamo. Vi spiego perché"

In un'intervista la showgirl spiega con ironia perché - nonostante il grande successo del marito al Festival di Sanremo - non vorrebbe mai condurre un programma tv con lui.

di Maria Elena Pistuddi   -   Twitter: Just_Mep

Alzi la mano chi non ha pensato, almeno dopo l'esilarante performance di Francesco Totti a Sanremo, quanto sarebbe vincente sul palco il tandem di famiglia Er Pupone-Ilary Blasi. Peccato che la diretta protagonista abbia stroncato sul nascere qualsiasi prospettiva che la veda accanto al marito al di fuori dalle quattro mura domestiche. "Che palle, ce l'ho già tutto il giorno a casa - spiega con la semplicità che la contraddistingue durante un'intervista a La Stampa".  

Il lavoro? Un hobby. La famiglia invece...

Reduce dal grande successo del Grande Fratello Vip ed emozionata perché proprio quest'anno "Le Iene" compiono 20 anni, la signora Totti ripercorre la sua fortunata carriera non tralasciando qualche simpatico aneddoto. Ricorda ad esempio di essere partita da "Passaparola" per arrivare a "Che tempo che fa" ed infine della fortunata svolta del 2006 quando calcò il palcoscenico dell'Ariston. Proprio dopo Sanremo ci fu la grande occasione de "Le Iene", programma che la vede ancora oggi felicemente al timone. "Sono una fedele" - si giustifica - e così anche nel matrimonio. Poi precisa: "Il lavoro è come un hobby: è piacevole e divertente. E' la famiglia che è ben più impegnativa".

Povia, il piccione e i laziali inviperiti? Un malinteso

E sempre a proposito della straordinaria comparsata di Mister Totti all'Ariston, Ilary Blasi non si dice affatto sorpresa dato che - spiega - "simpatia e ironia non si imparono per mestiere" e lui (Totti, ndr) "così ci è nato". Ma siccome anche quando si parla del "Pupone" d'Italia non c'è Sanremo senza polemica, eccola costretta ad intervenire non solo per lodarlo ma anche per difenderlo. Ai laziali inviperiti non è infatti sfuggita la battuta di Totti "La mia canzone preferita? Povia, il piccione". I romanisti, è cosa nota -  per denigrare la maestosa aquila, simbolo di orgoglio e forza scelto dai cugini antagonisti, usano retrocedere il pennuto, per l'appunto, a semplice piccione. Brutto incidente diplomatico? Non per Ilary, che liquida l'episodio come semplice malinteso. "Citando Povia e il suo brano voleva solo fare un omaggio a me che quell'anno ero al festival". Zitti e muti, ok?