Fazio: "Una violenza inaudita contro di me. Si sono invocati persino i kalashnikov"

Dopo le polemiche sul rinnovo del suo contratto - la Rai ha messo sul piatto 11,2 milioni di euro - il conduttore si difende: "Attacchi assurdi, c'è qualcosa che non va"

Fazio: 'Una violenza inaudita contro di me. Si sono invocati persino i kalashnikov'
Fabio Fazio
Redazione Tiscali

Giorni e giorni di fango e invettive, ma ora Fabio Fazio ha deciso di non stare a guardare. Confermato con un contratto più che appetitoso il passaggio a Rai1, proprio nel momento in cui ci si attendeva un addio a Viale Mazzini, il conduttore replica alle accuse e parla di attacchi ingiustificati alla sua persona. "Mi dispiace che un passaggio (a Rai1 da Rai3, ndr) così importante per me debba essere seguito da un discorso non televisivo".E poi, ancora: "Quando si invocano sommosse popolari e kalasnikov da giornali e esponenti delle istituzioni c'è qualcosa che non va" afferma Fazio alla presentazione dei palinsesti Rai a Milano.

Fazio: ho tentato di restare fino alla fine

"Dalla Rai ho avuto una proposta molto importante e sono molto contento di aver ricevuto questa offerta in extremis e di restare". "Io mi sono speso in prima persona per difendere la Rai, magari l'ho fatto con ingenuità", dice Fazio pensando al capitolo riguardo ai 'tetti' per gli stipendi della tv pubblica. "Conosco il valore di questa azienda, delle 13mila persone che lavorano in Rai, ho tentato di restare fino alla fine. Io avevo un impegno preso altrove che partiva dal 23 giugno, il contratto Rai mi è stato presentato il 22 giugno". Fazio che si dice "molto contento" del contratto in extremis, specifica che "non ho mai detto che era La7". Infine chiosa: "Penso che la Rai non sia ingenua e se mi ha proposto questo contratto (da 11,2 milioni di euro) avrà stabilito quanto vale il 'ritorno'".

La difesa di Mario Orfeo 

"Fabio Fazio guadagnerà come l’anno scorso, producendo più ore di programma, ha detto il direttore generale della Rai. L’impegno con un’altra emittente televisiva corrisponde a realtà, e non era solo una, peraltro. Finché non è stata approvata la policy, la Rai non era in grado di garantire il rinnovo del contratto. Le proposte ricevute erano molto più vantaggiose della nostra"