Agnelli in tv

redazione

Agnelli in tv
di Cinematografo

Presentato in anteprima mondiale alla 74° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Agnelli arriva in tv domenica 21 gennaio alle 21.15 su Sky Atlantic HD e Sky Arte HD e disponibile su Sky On Demand. Il biopic dedicato a Gianni Agnelli e alla sua storia p prodotto da HBO in collaborazione con Consolidated Documentaries.

Al centro del documentario, diretto da Nick Hooker e con produttore esecutivo il direttore di Vanity Fair USA Graydon Carter, la figura dell'”Avvocato” visto dagli americani, a 15 anni dalla sua scomparsa. Un ritratto dell’uomo e dell’industriale, che si snoda attraverso un ricco susseguirsi di immagini e testimonianze: la famiglia, gli amici, i professionisti, i collaboratori e anche i rivali di Gianni Agnelli.

Tra i ricordi, inoltre, quelli di alcune delle celebri e affascinanti donne che lo conobbero e, si dice, lo amarono, come Pamela Churchill, Anita Ekberg e Jackie Kennedy, accompagnati da un filmato in Super8 di Benno Graziani rinvenuto di recente. A raccontare lo stile e l’eleganza di Gianni Agnelli e della moglie Marella, i ritratti iconici di Richard Avedon e Ugo Mulas, mentre lo stilista Valentino ricorda l’indelebile influenza della coppia sullo stile e sulla cultura mondiale di ieri e di oggi.

Attraverso la voce narrante del documentario, si attraversa l’Italia degli Anni ’50, uscita dalla guerra e nel pieno del miracolo economico. Per poi spostarsi negli anni settanta, gli “anni di Piombo”, ripercorrendo attraverso un ricco archivio di immagini come il ruolo stabilizzante di Agnelli e della FIAT, durante quegli anni bui e turbolenti, tra tensioni e conflitti, sia stato essenziale per la sopravvivenza del Paese. Giulio Marconi, il cuoco di Agnelli, ricorda la crociera verso la Libia nel 1976 per firmare il famoso accordo con Gheddafi che ha contribuito a stabilizzare le future fortune della Fiat.

La storia di Gianni Agnelli è anche la storia di una dinastia che ha segnato un’epoca, tra successi e drammi familiari. Ancora oggi, a 15 anni dalla sua morte, che ha generato espressioni di profondo lutto nella sua Torino e in tutta Italia e nel mondo, resta nitido il fascino di un uomo e di un nome divenuti un’icona.