William ed Harry su Diana: "Come nonna sarebbe stata un incubo"

I due pricipi parlano per la prima, ed unica, volta della loro amatissima mamma. "Ci stritolava di abbracci". Si commuovono ma riescono pure a scherzare. L'eccezionale documentario si intitola "Diana nostra madre: la sua vita, la sua eredità" ed è disponibile su Infinity dal 1 settembre

di Cinzia Marongiu   -

Impossibile non commuoversi. Perché “Diana nostra madre: la sua vita, la sua eredità”, che sarà disponibile sulla piattaforma Infinity dal 1 settembre, non è soltanto un documentario eccezionale, capace in poco più di un’ora di illuminare la sfera più intima e ancora meno svelata della “principessa del popolo”. Ma è anche e soprattutto la prima testimonianza, destinata anche a restare l’unica, che i due principi William ed Harry danno di quella che per loro era e resterà semplicemente “la mamma migliore del mondo”. Quei due giovani uomini seduti l’uno accanto all’altro, uno in camicia, l’altro in pullover blu, non sono due teste coronate, due membri della famiglia reale più potente del mondo, ma soltanto i figli colmi d’amore e di rimpianto di una donna che li ha lasciati orfani quando aveva appena 36 anni.

Quando la vita di Lady D fu tragicamente spezzata in quel 31 agosto di 20 anni fa, sotto il ponte dell’Alma di Parigi in una delle migliaia di fughe dagli asfissianti fotografi, i due principi erano ancora dei bambini: William aveva 15 anni, Harry appena 12. E chissà quanto doveva sembrar loro straniante che il mondo intero inseguisse la loro mamma e si interessasse a ogni minimo gesto che faceva. E che poi la piangesse.

Ci sono voluto 20 anni perché quei due ex bambini accettassero di sfogliare insieme a milioni di persone in tutto il mondo il loro album dei ricordi. Più che un bisogno, un sincero omaggio verso una donna sulla quale in troppi hanno esercitato l’arbitrio di scrivere e svelare e raccontare, magari senza sapere. Ecco allora il loro contributo alla verità dettato dall’amore e dal desiderio di porre l’accento sulle tante Diane che esistevano.

Puoi essere discolo quanto vouoi, ma non farti beccare

Sulla Diana anticonformista, ad esempio, quella complice di monellerie piuttosto che severa educatrice, distante anni luce dalla severità dei Windsor e dall’etichetta di corte capace di ingessare perfino i sorrisi. Dice Harry: “Era una ragazzina in tutto e per tutto. Tutto quello che sento in testa è la sua risata, che era felicità pura disegnata sul suo viso. Mi diceva sempre: puoi essere discolo quanto vuoi, basta non farsi beccare”. E ancora, forse la rivelazione più tenera: “Sento ancora gli abbracci che ci dava. Mi strizzava il più forte possibile e dato che ero piccolo non c’era modo di scappare”. Ed ecco la Diana che sfidava le mine antiuomo così come i pregiudizi nei confronti dei malati di Aids che lei abbracciava, mandando uno dei più potenti messaggi al mondo contro chi li voleva ghettizzare.

Per Nick Kent, produttore esecutivo del nuovo documentario per la Oxford Films, il cui titolo originale è “Diana, Our Mother: Her Life and Legacy”, si tratta di un lavoro originale: “Per chi si occupa di documentari come noi, la cosa più importante è cercare storie che non siano mai state raccontate prima. Nonostante di documentari su Lady D ne siano stati prodotti moltissimi nessuno ha mai ancora raccontato la sua storia dal punto di vista di chi la conosceva meglio di chiunque altro”.

L'ultima telefonata

E poi c’è quella telefonata, l’ultima, datata 30 agosto 1997, che per anni li ha tormentati perché fu frettolosa e distratta. William ed Harry erano in Scozia in vacanza con i cuginetti, Diana a Parigi con Dody Al Fayed, il suo grande amore, che sarebbe morto con lei di lì a poche ore. Entrambi pronunciarono al telefono poche parole in fretta e furia, ansiosi di riprendere a giocare con gli altri bambini. “Harry! Harry! C’è mamma al telefono” disse William. Il più piccolo prese la chiamata e dice: “C’era lei che parlava da Parigi”. I suoi ricordi sono più vaghi di quelli del fratello maggiore ma è lui a rivelare quei pensieri capaci di far stringere il cuore a chi guarda: “Ho rimpianto per tutto il resto della vita quella telefonata così breve. Non sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei parlato a mia mamma e quanto sarebbe stato diverso se avessi avuto anche solo la minima idea che la sua vita sarebbe stata presa quella notte. In qualche modo dovrò farci i conti per il resto della mia vita”. E William affonda il coltello dritto al suo cuore: “Harry e io eravamo di fretta e volevamo solo dirle: “Ciao, ci vediamo, dopo, posso andare? Se avessi saputo cosa stava per succedere non sarei stato così distante. Quella telefonata è ancora inchiodata nella mia testa”.

Nei panni della nonna

Nel film c’è anche spazio per ironia e battute. Come quando William parla dei suoi due bambini, George e Charlotte e immagina sua mamma Diana nei panni della nonna: “Sarebbe un incubo di nonna. Amerebbe i bambini alla follia ma sarebbe un incubo. Probabilmente arriverebbe all’ora del bagnetto, farebbe un casino con le bolle di sapone, farebbe finire l’acqua saponata ovunque e poi se ne andrebbe”.

Guarda il documentario su Infinity