Trash e casi umani non bastano al Grande Fratello per vincere

C’è l’ex spogliarellista che “dopo 1500 donne ha appeso gli slip al chiodo” e si è fidanzato con la senatrice della Repubblica Stefania Pezzopane e il ragazzo che si è devastato i connotati (ben 9 interventi di chirurgia plastica al viso) pur di somigliare al bambolotto Ken, fidanzato di Barbie. C’è la star dei reality spagnoli Aida Nizar che si inginocchia in passerella urlando come una matta la sua eterna riconoscenza a Barbara D’Urso  al punto che perfino Cristiano Malgioglio dice: "Ma questa chi è? Torna a casa"e la nuora di Gino Bramieri, Lucia Bramieri, che si presenta con il Telegatto in mano perché “a casa miagolava alle valigie”. C’è la romana de Roma e i "superboni", due dei quali già in nomination. C’è la figlia di Bobby Solo che non sente il padre da tanti anni e un ex esponente di Casa Pound candidato alle ultime elezioni.

Insomma nel Grande Fratello numero 15, di cui martedì 17 aprile la sacerdotessa Barbara D’Urso ha officiato il kick off a Cinecittà, c’è l’intero catalogo del trash televisivo e non solo. Tre milioni e 598 mila di impavidi lo hanno seguito fino all’una e quaranta del mattino assicurando così una share del 22,6%. Ma la serata Auditel se l’è aggiudicata Rai1 con “Questo nostro amore 80”, fiction con Neri Marcoré e Anna Valle, che ha totalizzato quasi 3 milioni e 700 mila spettatori. Segno che il pubblico si è stufato di questo genere di spettacolo? O, più probabilmente, che come ogni reality che si rispetti, il meglio (o il peggio, a seconda dei punti di vista) deve ancora venire, con il corollario di inevitabili flirt, liti, risse dei neo "famosi", che inchioderanno davanti alla tv gli appassionati del genere.

Un fatto però è certo: il programma che oggi si chiama "Grande Fratello", il famigerato "reality dei reality", del format originario ha mantenuto soltanto la liturgia a base di confessionali e nomination. Perché i concorrenti, che sono sempre stati l'anima e la forza di ogni reality, non sono più, o perlomeno non soltanto, quelle persone "normali" che si vedevano di colpo catapultate nella notorietà della prima serata tv, cavie sempre più consapevoli con il passare degli anni di quell'esperimento sociologico che voleva studiare le interazioni tra caratteri e storie diversissime in una sorta di prigionia spiata 24 ore in diretta.

La quindicesima edizione del Grande Fratello, per sopravvivere ai fasti del cugino "Vip", si è dovuta inventare questa formula a metà, un po' sconosciuti e un po' "casi umani", a colpi di figli di, nipoti di, fidanzati di, spesso già incontrati su pagine dei settimanali popolari o visti nel salotto quotidiano della D'Urso che inevitabilmente continuerà a trattarli anche in queste settimane nei suoi programmi. Una specie di flusso continuo rimbalzato ad arte anche sul web che durante la prima puntata esultava per "la grande quantità di trash". L'unica vera novità è che quest'anno per la prima volta nella sua storia italiana il Grande Fratello non andrà in onda h24. Alle due del mattino le telecamere continueranno a riprendere ma i telespettatori da casa potranno vedere l'indomani in una sintesi di ciò che registi e autori del programma riterranno opportuno. Come dire, che il famoso acquario tv e l'occhio spione di orwelliana memoria si sono ormai persi del tutto, "normalizzando" l'innovativo programma che nel 2000 fece gridare allo scandalo. Di quell'esperimento, oggi, resta il titolo e poco più.