Palinsesti Mediaset. Pier Silvio Berlusconi: "Puntiamo su Internet, radio e tv generalista. Con Fazio e Giletti nessuna trattativa"

L'acquisizione del Canale 20 e di radio Subasio. Ma anche il ritorno della Gialapp'as e l'attesa per "Adrian" di Celentano. Tanto Bonolis e De Filippi. La sfida delle fiction

Palinsesti Mediaset. Pier Silvio Berlusconi: 'Puntiamo su Internet, radio e tv generalista. Con Fazio e Giletti nessuna trattativa'
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

Mare, yacht e palinsesti. Mediaset sceglie Montecarlo per presentare la sua offerta televisiva per la prossima stagione e raduna dirigenti e giornalisti in uno degli hotel storici del Principato. Una conferenza stampa seguita da una cena informale in cui le nuove produzioni e le tante conferme sono solo uno dei vari argomenti toccati dal vice presidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi e dal direttore dei contenuti Alessandro Salem, da quello dell’informazione Mauro Crippa e da quello dei palinsesti Marco Paolini. L'occasione è perfetta per commentare la campagna acquisti della Rai (“Non discuto i soldi spesi perché tutto dipende da quanto uno fa guadagnare, il prezzo lo fa mercato. Ma discuto il ruolo della Rai che è un ibrido, è servizio pubblico e tv commerciale insieme”), per smentire trattative in corso con Massimo Giletti ("un ottimo professionista ma mi risulta stiano andando avanti i colloqui con la TV di Stato") o passate con Fabio Fazio ("è vero che abbiamo parlato ma non c'era nessuna proposta sul tavolo"), per concedersi qualche battuta sulla politica ("Mio padre? Spero che torni alla grande e riesca a compattare il centro destra. Sta benissimo. Lui dice che a 80 anni o sei in forma o sei morto") e soprattutto per tratteggiare le nuove strategie del gruppo, alla luce dell'accordo saltato con Vivendi per la vendita di Mediaset Premium e del conseguente processo intentato da Mediaset con richiesta di un maxi-risarcimento. In tarda serata confessa quasi incredulo: "È la prima volta nella mia vita che la magistratura va nella nostra direzione. Spero ci darà una mano ma i tempi non si possono prevedere". Intanto annuncia “tre piccole ma positive novità: l’acquisizione del Canale 20 sul Digitale Terrestre, su cui stiamo già lavorando per stabilire una nuova programmazione, l’acquisto di Radio Subasio, che è una radio multiregionale molto forte nel Centro Italia che va ad arricchire l’offerta nostra di radio, e il ritorno della Gialappa’s Band a casa, cioè a Mediaset con la conduzione della prima puntata delle Iene e un nuovo programma ancora da definire”. Il futuro? Parla sempre più digitale, viaggia sulle onde radio e in streaming con la modalità on demand ma resta saldamente agganciato alla tv generalista, che Berlusconi jr presenta, con convinzione e un pizzico di ironia, come il vero business.

Made in Mediaset 

La parola d'ordine è "tanta produzione italiana" riassunta con un significativo "made in Mediaset" a marchiare le prossime 142 prime serate autunnali delle tre reti che demarcano il regno di Maria De Filippi ( 12 prime serate tra "Tu sì que vales" e "House Party", seguiti da “Amici”, “C’è posta per te” e “Uomini e donne”), quello di Paolo Bonolis (11 prime serate tra "Chi ha incastrato Peter Pan" e "Music", oltre al preserale di “Avanti un altro” e a una sorta di “Senso della vita” completamente rinnovato e previsto in prima serata su Italia 1) e quello dei reality, sempre protagonisti dell'offerta di Canale 5 con la conferma del “Grande Fratello Vip” guidato da Ilary Blasi, dell’Isola dei Famosi e con la novità di "Surviving Africa" su Italia 1 ancora ufficialmente senza conduttore ("Le trattative con Raz Degan sono approdate a un nulla di fatto"). A parte la conferma de “Le Iene”, potenziate con l’arrivo di Nicola Savino (al quale verrà affidato anche un altro programma) e di “Colorado”, non c'è dubbio che la grande sfida alla Rai, Mediaset voglia giocarsela soprattutto con le fiction, in caduta libera negli ultimi anni di strapotere della Tv di stato (vedi i successi di "Rocco Schiavone", "I bastardi di Pizzo Falcone", "Il commissario Maltese", oltre ai soliti “Montalbano” e “Don Matteo”). 

La sfida delle fiction riparte da Morandi

Mediaset risponde allora con popolare e super social Gianni Morandi, protagonista nei panni di un pediatra di un thriller in sei puntate intitolato "L'isola di Pietro" e girato a Carloforte, in Sardegna, con la storia di Rosy Abate affidata a Giulia Michelini, con “Liberi Sognatori”, ovvero quattro film tv che raccontano altrettante figure eroiche della cronaca italiana assassinate dal crimine organizzato e cioè Libero Grassi, Renata Fonte, Mario Francese ed Emanuela Loi. Al lavoro anche Paolo Genovese sullo spin off televisivo di "Immaturi" che dopo aver conquistato i cinema approda in tv in una serie con Luca e Paolo, Ricky Memphis e Nicole Grimaudo. Conferme per “Ultimo” con Raoul Bova , “Le 3 Rose di Eva”, con Anna Safroncik e Roberto Farnesi e “Squadra mobile - Operazione Mafia Capitale" con Giorgio Tirabassi e Daniele Liotti. Su Rete 4 invece arriverà "Madre Mia", docu-fiction con Al Bano che racconta un secolo d'Italia vista dalla famiglia Carrisi. Ma il più atteso di tutti resta “Adrian”, film d’animazione ideato, scritto e diretto da Adriano Celentano con la collaborazione di Milo Manara, Nicola Piovani, Alessandro Baricco e Vincenzo Cerami: 13 episodi attesi, dopo una lunga gestazione, per il prossimo gennaio, quado il Molleggiato compirà 80 anni. Sul fronte dell'intrattenimento la novità, ancora senza il nome dei conduttori, è "Scommettiamo…", rivisitazione di un format di grande successo in Europa che in passato fu portato al successo su Rai1 da Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci. Nel preserale, riecco Gerry Scotti con “Caduta libera” e con la novità “The wall”. Il resto, day time, access prime time e seconda serata, è tutto confermato con il ritorno di Federica Panicucci, Barbara D’Urso, Barbara Palombelli, Silvia Toffanin, “Striscia la notizia”, “L’intervista”, il “Maurizio Costanzo Show”, “Matrix” e “Matrix Chiambretti”. Sul fronte dell’informazione torneranno “Dalla vostra parte” con Maurizio Belpietro, “Quinta Colonna” con Paolo Del Debbio, “Quarto Grado” con Gianlugi Nuzzi e Alessandra Viero e “Il terzo indizio” con Barbara De Rossi.

Da sinistra Marco Paolini, Alessandro Salem, Mauro Crippa, Pier Silvio Berlusconi, Pier Paolo Cervi

La novità Mediaset Play

Per ciò che riguarda gli scenari futuri, non si può che cominciare dall’offerta digitale con il nuovo Mediaset Play che permetterà di vedere i programmi Mediaset come e quando si vuole grazie al cellulare e alla Smart Tv, con la funzione, tra le altre, di far ripartire il programma in diretta dall’inizio. Ad illustrarlo è Pier Paolo Cervi, direttore Business Digital che chiarisce: “È un servizio che offre le potenzialità del mondo pay, ma che è gratuito e fruibile con la massima semplicità senza decoder o parabole”. Il tutto per andare incontro al pubblico più giovane, pezzo forte del target di Mediaset. Quando qualcuno fa notare che alla presentazione dei palinsesti Rai, Rai Pubblicità ha presentato un nuovo target di consumo che negli ultimi 10 anni si è spostato verso i trenta-quarantenni, vista la disoccupazione giovanile e l’invecchiamento costante della società, Pier Silvio Berlusconi risponde: “Abbiamo la fortuna di essere posizionati molto bene su tutte le fasce d’età, dal target giovane con Italia 1 a quello più anziano con Rete 4. In ogni caso, i giovani indirizzano i consumi”.

La Pay Tv

Si parla anche di Pay tv e di Mediaset Premium: “Il mercato della pay tv è bloccato. Ci sono sei milioni e mezzo di abbonati destinati a non crescere. La nostra avventura nella pay tv è partita con un obiettivo difensivo. Nel giro di tre o quattro anni abbiamo raggiunto il pareggio ma il mercato è bloccato. Il nostro business resta la tv generalista. Premium va nella direzione di Infinity, la piattaforma in streaming online di serie TV e film. Non so se diventeranno la stessa cosa. Se ne parlerà tra qualche anno. Premium ha ancora una stagione di Champions e l'offerta di prodotti a pagamento su tutti i device. Ma alla recente asta per i diritti del campionato di serie A per il periodo compreso tra 2018 e il 2021 non abbiamo partecipato perché il pacchetto per il digitale terrestre non era sufficiente. Vedremo alla prossima asta, consapevoli che con il calcio si perde sempre. Perché se non lo prendi, perdi abbonati. E se lo prendi, lo paghi a caro prezzo”.