Milly Carlucci, la crisi di Rai1 e quell'invito a Barbara D'Urso: "Rivalità? Non siamo galline da pollaio, la tv è altro"

Milly Carlucci, la crisi di Rai1 e quell'invito a Barbara D'Urso: 'Rivalità? Non siamo galline da pollaio, la tv è altro'
di Cinzia Marongiu   -

L’occasione dell’intervista a Milly Carlucci è data dal prossimo debutto di “Ballando on the road”, lo spin off di “Ballando con le stelle” che da tre anni a questa parte contagia piazze e centri commerciali della penisola andando a stanare nuovi talenti danzerini tra la folla degli italiani patiti per il ballo. Ma ovviamente non si può ignorare il difficile periodo della Tv di Stato e in particolare della rete ammiraglia, sulla graticola di media e social da settimane per i magri risultati di nuovi programmi come “Celebration”, “Domenica in”, “La vita è una figata”, ma anche per l’assenza sempre più pesante di Massimo Giletti e della sua “Arena” e per l’investimento milionario su Fazio che finora non ha brillato, soprattutto in seconda serata. Possibile che in una Rai così dissestata un pezzo da novanta come Milly Carlucci, reincarnazione quasi mitica dello stacanovismo e dello spirito di servizio, debba stare al palo? Naturalmente la domanda l’abbiamo girata alla diretta interessata, così come quella su una sua valutazione di ciò che sta accadendo in tv. Ma sono tante le questioni sul piatto: l’invito a Barbara D’Urso come ballerina per una notte, ovvero proprio all’ex nemica giurata per il contenzioso finito in tribunale tra “Ballando” e la sua clonazione made in Mediaset “Baila”, alla polemica tra Selvaggia Lucarelli e Alba Parietti, che dalla pista del talent di Rai1 sono finite alle querele e agli avvocati. Fino all’idea, non troppo blasfema visto il momento nero per la Rai, di mandare in onda il suo “Ballando on the road” già nei pomeriggi televisivi di questo autunno, magari ritoccando il meccanismo. Ecco cosa ci ha detto.

Selvaggia Lucarelli e Alba Parietti: la loro rivalità a "Ballando" è finita in tribunale.

“Per fortuna del destino non sono in onda in questo momento. Non è facile dover affrontare  momenti del genere. Noi facciamo un mestiere che non è matematico. Tante volte tutto l’impegno, la buona volontà e l’entusiasmo non bastano e poi il pubblico ti dice: “mah, non mi è piaciuto”. E che fai? Questa è una cosa imponderabile. Certamente non è facile affrontare tutto questo in un’azienda che si muove, dove a stretto giro sono cambiati il direttore generale e il direttore di rete. Per noi è complicato da un punto di vista operativo perché chi arriva sta sedendosi in una macchina nuova e deve innanzitutto capire come sono fatti il cruscotto e il motore. Quello che possiamo fare noi artisti è metterci il coltello tra i denti e andare all’arrembaggio. Il compito che ha Angelo Teodoli a Rai1 è un compito davvero difficile”.

In genere quando ci sono le difficoltà si fa ricorso a chi ti dà sicurezza e affidabilità. A lei, Milly, nessuno ha ancora chiesto di “scendere in campo” per qualche salvataggio in extremis?
“Teodoli sa che sto partendo con “Ballando on the road” che diventerà più avanti una striscia di day time e che poi ci sarà “Ballando con le stelle”. Ma mi devo ancora confrontare con lui appena sarà possibile per l’operatività”.

Ma nel caso ci fosse una richiesta di un suo impegno extra cosa risponderebbe?
“Quando si mette in moto la macchina di “Ballando” è complicato fare altre cose. È come un fiume in piena che ti travolge ed è il motivo per cui andiamo avanti da 13 edizioni. Noi non abbiamo mai fatto il “copia-incolla” da un anno all’altro, ma abbiamo sempre curato ogni minimo dettaglio e abbiamo sempre cercato di fare cose diverse e innovative. A un impegno extra non dico di no perché quando lavori in un’azienda è giusto capire le esigenze aziendali ma certo non sarebbe semplice”. 

Lo stylist Giovanni Ciacci: farà un provino con un "lui".

Parliamo allora degli impegni sicuri. Il 4 novembre da Monza riparte “Ballando on the road”, il talent itinerante per gli appassionati di ballo. A giudicarli oltre a lei, Carolyn Smith e i maestri di ballo. Sei live show per sei fine settimana a Mestre, Roma, Catania, Brindisi e Napoli. Ho sentito che c’è un’importante novità e cioè l’apertura alle coppie gay, visto che Giovanni Ciacci, lo stylist di “Detto fatto”, si presenterà a ballare con un “lui”.
“Giovanni Ciacci viene a fare questo provino perché l’ho visto a “Detto Fatto” ed è decisamente fuori forma. Allora gli ho detto che era necessario fare una prova per vedere se ce la fa. La questione è se lui può entrare a “Ballando” in una forma tale da potersi allenare tanto senza avere problemi di sorta. Non si può passare dalla sedentarietà assoluta al motore a mille. Noi alle celebrità non facciamo i provini ma li invitiamo a mettersi in forma prima dell’inizio del programma. Poi ho letto che Giovanni si presenterà con un compagno. Ma devo ancora capire se sarà un ballo di coppia o un duo. Non è una distinzione banale nel senso che l’idea di far ballare un uomo con un uomo o una donna con una donna deve essere verificata dalla federazioni a cui sono collegate tutte le associazioni di ballo. L’idea del duo, ovvero di un ballo alla “gemelle Kessler” è ammessa, ma non so se sia contemplata dal regolamento internazionale di ballo sportivo anche l’idea di un ballo abbracciato fatto da una coppia dello stesso sesso. Inoltre per cambiamenti di format importanti dobbiamo sentire la Bbc che è la proprietaria del format per “Strictly Come Dancing”.

Ma le piacerebbe l’idea di ammettere anche i balli tra coppie dello stesso sesso? Un po’ come è successo a “Uomini e donne” con le coppie over e poi le coppie gay?
“Il nostro statuto è credere che ognuno di noi sia unico, sia diverso dall’altro e stia nella società per quello che è. Tanti anni fa abbiamo avuto come concorrente Lea T. ,meravigliosa modella, musa di Givenchy, che è nata uomo. La sua è stata una delle prime storie raccontate in tv di una persona che viene da un’origine biologica diversa. Il nostro modo di raccontare le persone è far fare loro un percorso di ballo e attraverso quello scoprirne il passato e la storia. Ogni discorso in base al genere o al credo religioso o a qualsiasi altra caratterizzazione a noi non riguarda. Non è una cosa che discrimini o condizioni l’entrata nel cast di “Ballando”. Non c’è da parte nostra nessun proclama. Anzi, trovo che sia un modo di fare anche un po’ fasullo. Noi siamo inseriti nel tessuto della società dove ognuno è ciò che è. Ed è lì che scopri che tante cose che possono sembrare difficili da accettare poi sono normali perché scopri la persona non il suo genere o tutto il resto”.

L’anno scorso “Ballando on the road” è diventato uno spin off televisivo pomeridiano. E così sarà anche quest’anno visto che una selezione dei momenti più significativi andrà in onda nei pomeriggi di Rai1 qualche settimana prima che arrivi in onda il fratello maggiore e cioè “Ballando con le stelle” previsto in palinsesto dopo Sanremo. Ma non le piacerebbe se “Ballando on the road” andasse in onda quasi in diretta, in contemporanea proprio con le selezioni che voi state facendo in questi giorni in giro per l’Italia?
“Sarebbe strepitoso. Mi piacerebbe moltissimo. Devo ancora parlare con Angelo Teodoli ma questa è una delle cose di cui vorrei discutere. Il materiale che raccogliamo è talmente ricco che ne verrebbe fuori un format nuovo, variopinto, appassionante, capace di dare uno spaccato sociale dell’Italia. Ci sono storie umane meravigliose perché la forza del ballo è che mette insieme la gente più diversa. Persone che hanno dei grossi problemi attraverso il ballo ritrovano l’ottimismo, il sorriso e a volte una motivazione per vincere la depressione e per uscire di casa. In caso andasse in onda subito, naturalmente bisognerebbe rivedere il meccanismo e fare un pre-casting. Ma insomma, per ora aspetto l’incontro con il direttore”.

Milly Carlucci e il cast di "Ballando on the road".

Nel frattempo qualcosa si muove anche per “Ballando con le stelle”. So che sono già iniziate le selezioni per i 13 concorrenti della prossima stagione. E soprattutto, nel corso di “Domenica Live” di qualche settimana fa, Carolyn Smith ha invitato Barbara D’Urso a partecipare come ballerina per una notte. È un invito ufficiale?
“Assolutamente sì. Poi naturalmente dipende da come a Mediaset vedono questa cosa, ovvero se sia il caso di mandare un personaggio così importante in un’altra rete che è concorrente. Ma perché no?”.

Sarebbe come chiudere una lunga querelle che vi ha viste su sponde opposte a proposito del contenzioso legale che ci fu tra “Ballando” e il format “Baila” che proprio la D’Urso conduceva su Canale 5.
“C’è stata una causa che noi abbiamo vinto. Basta. Finito. Ma questo genere di problemi non sono mai a livello personale, è sempre una questione di business, di industria, di televisione. Noi, intesi come mondo della televisione, siamo un grande business. Anche se alle volte veniamo dipinti come un gruppo di galline starnazzanti che pensano solo alla loro vanità, in realtà quello che succede muove miliardi di euro”.

E i giudici? Sono tutti confermati? Cosa ne pensa della polemica tra Selvaggia Lucarelli e Alba Parietti finita con una querela?
“I giudici sono tutti confermati. Riguardo a quella vicenda che si è trasformata in una questione gudiziaria, sono dispiaciuta. Vorrei comunque specificare che l’oggetto di questo contenzioso legale non è ciò che è successo in trasmissione ma ciò che si è scritto sul web. Abbiamo rivisto tutte le registrazioni e in studio non si è mai andati oltre. Lo scontro verbale fortissimo è stato sul web perché purtroppo si scrive sui social come se si fosse in un salotto a parlare con un amico. Ma non è così. Il web è pubblico. Purtroppo a un certo punto Selvaggia ha ritenuto di dover querelare Alba. In trasmissione invece non si è mai andati oltre l’ironia e quel pizzico di dissacrazione che ci sta”.