Elena Santarelli, la diagnosi che un genitore non vorrebbe mai sentire e le parole da non scrivere

“Il 30 novembre è come se io e mio marito avessimo ricevuto un pugno nello stomaco senza preavviso, un pugno così forte che ti toglie il respiro e ti gela il corpo all’istante”. Comincia così un post su Instagram di Elena Santarelli, conduttrice televisiva sposata all’ex calciatore Bernardo Corradi. La coppia ha due bambini, Giacomo di 8 anni e Greta, nata un anno e mezzo fa. Quello di Elena Santarelli è uno sfogo e una testimonianza di ciò che è diventata la sua vita da quel giorno, quel 30 novembre, quando a suo figlio di 8 anni è stata fatta “una diagnosi che un genitore non vorrebbe mai sentirsi pronunciare dai medici”.

Elena non è scesa in particolari ma ha preferito ringraziare i medici dell'Ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma che si stanno prendendo cura del bambino e “tutta la mia famiglia e quella di mio marito, i nostri amici che ci hanno sempre regalato parole di conforto e amore anche quando non avevo voglia di sentire nessuno e sfogavo tutta la mia rabbia contro tutto e tutti, tutte le mamme che ho conosciuto in quel reparto”. La Santarelli scrive anche: “Ho sempre pensato che quando diventi mamma o papà sei automaticamente impotente, nel senso che non puoi mai proteggere i tuoi figli da tutto e tutti che prima o poi la mamma e il papà si sentono disarmati e così quella sera si è materializzato questo pensiero”. Il post, accompagnato da un’immagine di spalle del bambino intento a tuffarsi nel mare, ha subito coinvolto e commosso i tanti followers della Santarelli, che hanno commentato e incoraggiato la madre che è in lei, più che la bellissima donna di spettacolo.

Il post su Instagram di Elena Santarelli.

"Non scrivete: Il figlio della Santarelli gravemente malato"

La notizia è stata ripresa da tanti giornali e siti online ma ecco che a questo punto Elena Santarelli ha preferito fare una precisazione: “A tutti i siti che riprendono il mio post aggiungendo frasi “il figlio della Santarelli gravemente ammalato “ voglio dirvi che non ho le parole per descrivervi. Io non sono entrata nel particolare del nostro problema. Come altre migliaia di famiglie abbiamo un problema da risolvere e lo risolveremo, mio figlio è bello, forte e solare come sempre e noi genitori siamo i primi a guardarlo come un bimbo normale, non lo guardiamo con gli occhi del “malato“. Quindi se potete cercate di portare rispetto a 360 gradi ed utilizzate parole appropriate, grazie”. Insomma, senza scendere nei dettagli di ciò che deve rimanere nella sfera intima di una famiglia e in particolare di un minore, ciò che è importante sottolineare sono le parole di ottimismo e forza con le quali si chiudeva il primo post scritto da Elena: “Questa battaglia la faremo tutti assieme e di sicuro la vinceremo! Energia positiva genera energia positiva e a te Angela (una dottoressa dell’ospedale, ndr) voglio prometterti che insieme realizzeremo la ludoteca in reparto. Come disse Benigni “La vita è bella - Life Is Beautiful” e in quanto tale deve essere vissuta tornando piano piano alla normalità senza paura. Più facile a dirsi che a farsi ma deve essere così anche se la paura prende il sopravvento”.