Giallini e Santamaria tra debitori, umiliazioni e bastonate: "Gli strozzini? Ce li avevo sotto casa"

I due attori sono protagonisti di "Rimetti a noi i nostri debiti", il primo film italiano di Netflix. La clip in anteprima esclusiva

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Marco Giallini e Claudio Santamaria sono seduti a mangiare. Arriva la cameriera per portare via i piatti. Giallini ordina un’altra porzione per Santamaria ma la ragazza fa presente che quello è un self service. Giallini insiste e le mette una banconota tra le mani. Lei rifiuta gentilmente: “No, mi spiace ma non posso”. Lui insiste sprezzante e le dice di tenersi il resto per sé. L’imbarazzo e la mortificazione non lo fermano. A Santamaria a quel punto è passata pure la fame e sbotta: “Ma perché?”. La risposta di Giallini è crudele: “Non hai provato piacere ad avere potere su questa ragazza?”. Questa scena, racchiusa nella clip in anteprima esclusiva di “Rimetti a noi i nostri debiti”, racconta lo spietato “apprendistato” che Franco (Marco Giallini), affermato e cinico recuperatore di crediti, compie nei confronti di Guido (Claudio Santamaria), quarantenne pieno di debiti che dopo aver perso il lavoro precario come magazziniere ed essere stato picchiato dagli scagnozzi dei suoi creditori, accetta di trasformarsi lui stesso in un “recuperatore di crediti”. Il corredo per andare all’assalto dei poveracci è fatto di una toga nera. Il resto lo fanno all’occorrenza le bastonate e soprattutto l’umiliazione pubblica cui vengono sottoposte le persone che non riescono a pagare.

Marco Giallini, Claudio santamaria e il regista Antonio Morabito.

Il film che nel titolo cita un verso del Padre Nostro, preghiera che il personaggio di Giallini recita quando smette i panni del persecutore e indossa quelli del premuroso marito e del rispettabile padre di famiglia, è il primo film tutto italiano di Netflix, il servizio di intrattenimento via internet che vanta 117 milioni di abbonati in oltre 190 Paesi. E sarà fruibile online dal 4 maggio. Diretto da Antonio Morabito, e prodotto da La Luna e Lotus Production con Rai Cinema, affronta un tema di grande attualità in tempi di crisi economica popolati da persone sul lastrico e da strozzini. In Italia, almeno legalmente questo genere di lavoro non esiste mentre in Spagna è tristemente nota la figura dei “Cobrador de Frac”, signori in frac che mettono alla berlina i debitori nei luoghi pubblici.

Ma il film non tratta solo di debiti finanziari ma di debiti morali e racconta un crudele gioco psicologico nel quale i personaggi finiscono per contaminarsi e per mettersi in crisi. Marco Giallini nato e cresciuto a Roma dove la storia è ambientata sfoggia la schiettezza di sempre quando racconta: “Come mi sono preparato? Non c’è stato bisogno di nessun apprendistato particolare. Conosco la vita e a quella attingo quando devo recitare. Gli strozzini li conosco bene. Chiunque sia cresciuto a Roma sa di cosa parliamo. Io ce li ho avuti pure sotto casa”. E del suo personaggio dice: “È quasi uno schizofrenico perché deve zittire una parte di sé e andare avanti in questo lavoro. Lui ha scelto di far tacere la sua voce interiore, separando il lavoro dal resto della sua vita e scindendosi in due. Ma sostanzialmente è uno al quale non gliene frega niente. Ha soltanto un attimo di crisi interiore quando vede uno dei suoi perseguitati buttarsi di sotto”.

Il regista Antonio Morabito spiega il perché di questa commedia noir molto amara: "Credo che nel cinema italiano ci sia ormai un senso di rassegnazione dilagante”, dice, raccontando la difficoltà di trovare un distributore per questo suo ultimo film “ma credo fermamente che le cose si possono cambiare. Reagire è un atto politico e invece noi ci lamentiamo solo".