Flavio Insinna: "Ora ho paura. Potrei lasciare la tv per fare politica". Ma "Striscia" replica al conduttore

Flavio Insinna: 'Ora ho paura. Potrei lasciare la tv per fare politica'. Ma 'Striscia' replica al conduttore
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

Lo stillicidio di fuorionda, audio rubati e rivelazioni che “Striscia la notizia” manda in onda quasi quotidianamente non lo ha gettato nello sconforto più nero. Flavio Insinna non ci sta. E rilancia. Lo fa in un’intervista concessa al Corriere della Sera e lo farà stasera su Raitre quando tornerà a #CartaBianca, il programma di Raitre condotto da Bianca Berlinguer, dove qualche settimana fa aveva tenuto quel discorso sulla sua voglia di vivere in un Paese gentile che era subito diventato virale e che aveva regalato nuova luce al conduttore di “Affari tuoi”. Dopo quel discorso qualcosa è cambiato. L’asticella di una rivalità tra il Tg satirico di Canale 5 e Insinna si è ulteriormente alzata forse perché “stavo riscuotendo successo ovunque e ho ricevuto chiamate da chiunque. Ed evidentemente questa cosa ha cominciato a dar fastidio a qualcuno”. 

La politica lo ha cercato e se fino a qualche giorno fa la risposta di Insinna era stata un “No, grazie”, ora, alla luce di questa “campagna di odio nei miei confronti rispondo invece che potrei anche pensarci”. E rivela: “All’indomani di quel mio intervento su Raitre avrei avuto solo l’imbarazzo di decidere con chi candidarmi. Non faccio nomi, ovviamente. Ma basti sapere che potevo scegliere di qua o di là, di sopra o di sotto”. E ancora: “Sa dove stavo mentre mi stavano preparando quel bel piattino? Ero stato a Marghera in un poliambulatorio di Emergency che cura non solo gli immigrati ma anche gli italiani che non possono permettersi il medico. Ero stato nella sezione femminile del carcere di Rebibbia con la Comunità di Sant’Egidio. Vede, non ho problemi a chiudere per sempre con la tv. Un giorno, tra molti anni, racconterò anche le mille proposte rifiutate. Avessi accettato tutto sarei più ricco, ma senz’altro più infelice. Con una cosa però non posso e non voglio chiudere. Questa cosa è il lasciare nel mio piccolo un mondo più pulito di come l’ho trovato”.

Contro di me una persona potentissima 

Naturalmente Flavio Insinna parla anche del rivale di palinsesto, Antonio Ricci, dice di averne paura percé “contro di me ho una persona potentissima. Io sono solo”. E dà questa spiegazione sul perché Antonio Ricci ce l’abbia tanto con lui: “Ho avuto l’ardire di condurre un programma che andava nel suo stesso orario e andava anche bene. E poi perché sono l’unico, insieme con paolo Bonolis e Fabrizio Del Noce, ad avergli risposto per le rime”. E spiega: “Quella contro di me non è solo una campagna di odio puro. Quando arrivi a mandare in onda gli estratti del mio libro in cui parlavo dell’amore per mio padre che stava morendo, arrivando ad associare il racconto di quando ho sognato di picchiare l’infermiera nientemeno che alla parola “femminicidio”, allora siamo oltre. Siamo agli avvertimenti. Per quanto famoso, resto un saltimbanco. Non sono un potere forte, sono una persona sola. E ora ho davvero paura”.

Mi vergogno di quelle parole 

Le sue intemperanze, il suo “nana di m…a” hanno fatto il giro del web e ovviamente Insinna, dopo essersi scusato nei giorni scorsi con un post scritto e un video pubblicati sul suo account Facebook, ritorna anche su quelle frasi: “Mi vergogno ogni minuto di quelle parole. Faccio una lotta quotidiana contro me stesso per essere migliore. Non sarò un buono ma sono una persona perbene. Alla mia talentuosa squadra di Affari tuoi chiedevo sempre il massimo e certe volte l’ho chiesto male. Un po’ come Mourinho. Me ne scuso e mi vergogno. Ma mi sarei vergognato di più se fossero usciti audio del tipo: “abbiamo lavorato male, ma sti…., annamosene a cena”. Riguardo a chi lo ha colpito alle spalle registrando sfoghi privati e consegnandoli alla concorrenza dice: “Hanno trovato un corvo che infangasse un eroe come Giovanni Falcone, figuriamoci quanto ci è voluto a trovarne uno che sfregiasse un saltimbanco come me”. 

La replica di "Striscia"

Naturalmente non si è fatta attendere la replica di "Striscia", il Tg satirico di Antonio Ricci. Che ha mandato un lungo comunicato accusando Insinna di doppiezza, imprecisione e addirrittura di aver voluto taroccare "Affari tuoi". Ecco, tra l'altro, cosa si legge: "Insinna polemizza con l’uso del termine “femminicidio”, ma evita di ammettere un fatto molto facilmente verificabile, basta andare a pagina 88 del suo libro Neanche un morso all’orecchio (Mondadori), dove si legge del suo odio per l’infermiera della terapia intensiva dov’è ricoverato il padre, e che lui minaccia, appunto, di femminicidio: «Brutta nana stronza… se provi a denunciarmi io domani torno e ti ammazzo con le mie mani». È stato lui a scrivere quelle parole".

Poi "Striscia" apostrofa Insinna come "bestemmiatore" e ricorda "la sentenza della prima sezione civile del tribunale di Roma del 6 febbraio 2015 che escludeva la natura diffamatoria delle trasmissioni informativo-satiriche di Striscia la notizia, e che rigettava la domanda risarcitoria per diffamazione, presentata dalla Rai".  Nel comunicato si cita anche una precedente sentenza del 14 ottobre 2013 emessa dal gup del tribunale di Roma che aveva deliberato: «L’intero format di Affari tuoi aveva scelto tecniche procedurali e tecniche di controllo che non garantivano la dovuta trasparenza». Ciononostante, Insinna", sempre secondo Striscia, "spingeva per taroccare ulteriormente per qualche punto di share in più, eliminando “la scatola X” e modificando la selezione dei concorrenti".

Ecco perché "Striscia" ha deciso di intervenire

Infine "Striscia" se la prende pure con il Corriere della Sera reo di non aver "riproposto a Insinna quelle domande che il Gabibbo gli aveva posto due anni fa proprio dalle pagine del Corriere e che non hanno mai avuto risposta. Non vorremmo che ci fosse una qualche forma di malinteso rispetto nei confronti di Insinna". Insomma la guerra è totale. E infine "Striscia ammette: "Striscia la notizia ha deciso di intervenire, proprio per l’eco che ha avuto l’intervista a Carta Bianca, con cui il consumato attore dei pacchi ha sedotto giornalisti, politici e telespettatori. Del tutto falso, però, il suo stupore per l’esistenza di quei fuori onda che circolavano gratuitamente, di telefonino in telefonino, da un paio d’anni e che sono arrivati a Striscia presumibilmente dopo essere stati mandati invano alla Rai".