Con Satana dietro le quinte. La crociata contro Marilyn Manson ospite di Bonolis: "Spegnete la tv"

L'esorcista don Mattatelli ha tuonato contro "Music", il programma di Canale 5 che ospita la controversa rockstar "icona del satanismo". Ne abbiamo parlato con l'autore Marco Salvati: "Ecco che cosa è successo"

Con Satana dietro le quinte. La crociata contro Marilyn Manson ospite di Bonolis: 'Spegnete la tv'
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

Paolo Bonolis aveva messo le mani avanti. Presentando il suo programma “Music”, tre puntate in prima serata su Canale 5 a partire da oggi mercoledì 6 novembre, aveva dichiarato: “Tra gli ospiti ci sarà Marilyn Manson e mi aspetto già polemiche perché viviamo in un Paese cattolico”. Ma forse nemmeno lui si sarebbe immaginato una tale levata di scudi da parte del cattolicesimo più tradizionalista. A dare il via a una vera e propria crociata contro la sua creatura televisiva è stato due giorni fa l’esorcista Don Antonio Mattatelli che dalla sua pagina Facebook ha invitato senza mezzi termini a spegnere la tv, a cambiare canale  e in ogni caso a tenere lontani i bambini dall’elettrodomestico più amato: tutto pur di evitare il “contagio” mediatico con la rockstar americana accusata di essere “l’icona più conosciuta del satanismo”.

Ecco cosa ha scritto Don Mattatelli: “Cari amici, invito a spegnere il televisore nel giorno e nell’orario in cui andrà in onda il programma Music condotto da Paolo Bonolis. Ci sarà come ospite principale il satanista Marilyn Manson che naturalmente si esibirà e sarà guardato da migliaia di giovani e bambini ignari. Condividete l’invito a fatelo sapere agli ignari. Qualunque sia la loro risposta, il giudizio spetterà a Dio. Evitiamo che la negatività di quei personaggi entri in casa nostra. Non si gioca con il demonio. I satanisti lo sanno bene, i Cristiani forse un po’ meno”. Concetti ribaditi con forza durante un’intervista a Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, e poi rimbalzati di social in social e perfino su messaggi via Whatsapp. Insomma, vade retro Marilyn Manson: lui e la sua lente a contatto bianca sull’occhio sinistro che gli regala quello sguardo inquietante, lui e la sua ossessione per la simbologia religiosa, lui e la sua determinazione a voler sorprendere, o meglio impaurire, a tutti i costi. D'altra parte uno dei suoi album storici si intitola: "AntiChrist Superstar".

Ad aggiungere pepe, poi, ci ha pensato Gianni Morandi, che ieri sera ha pubblicato nientemeno che un “autoscatto” (come dice lui) con lo stesso Marilyn Manson e Paolo Bonolis, immagine scattata durante la registrazione della puntata che appunto vedremo stasera e nella quale, tra gli ospiti, c’è anche l’eterno ragazzo della musica. Ecco cosa scrive Morandi: “5 dicembre. Marilyn Manson, famoso artista americano, leader del gruppo omonimo. Provocatore, controverso, anticonformista, da molti definito diavolo o anticristo. Io l'ho trovato sereno e tranquillo... Autoscatto. #MUSIC”. Apriti cielo. Il post, oltre a ricevere 50 mila like, è stato commentato dai tantissimi fan di Morandi, molti dei quali si sono detti offesi e stupiti per quel selfie con la rockstar maledetta. Eccone uno: “Bell'esempio per i giovani, veramente... perché poi lamentarsi di loro se gli passiamo questi esempi? Da te Gianni non ce l'aspettavamo. Sicuramente tu non sei anticonformista dal momento che per qualche soldo in più ti accodi a Bonolis e a questa tv spazzatura”.

Ma che cosa avrà combinato Marilyn Manson a “Music”? Lo abbiamo chiesto a Marco Salvati, autore storico di Bonolis insieme con Sergio Rubino, fedele compagno di tutte le avventure tv del conduttore, da “Avanti un altro” a “Ciao Darwin”, da “Chi ha incastrato Peter Pan” a “Il senso della vita”.

Marco, a chi è venuta in mente l’idea di chiamare come ospite Marilyn Manson?
“Marilyn è una vecchia fissa di Paolo. Avevamo pensato di invitarlo anche quando Paolo ha condotto il Festival Di Sanremo. E poi ci abbiamo provato l’anno scorso con la prima edizione di “Music”. Paolo è sempre stato affascinato da questi grandi personaggi che vivono tra la luce e l’ombra”.

E com’è Marilyn Manson?
“Ironico, brillante, una persona ricca di humour. È un performer, un artista “en travesti”. La sua sfida è quella di spaventare, la sua massima soddisfazione è di riuscirci ancora”.

Come si è comportato con voi? Ha avuto richieste particolari?
“È stato molto gentile e collaborativo. Ha ascoltato le domande che volevamo fargli e gli sono piaciute tutte. È letteralmente impazzito quando gli abbiamo detto che lo studio dove stavamo registrando la puntata, lo Studio 5 di Cinecittà, è quello di Federico Fellini. Ci ha raccontato che Fellini è il suo regista preferito in assoluto. Per il resto, è stato molto disponibile. Ha il senso dello spettacolo. In studio è arrivato sorreggendosi sulle stampelle perché di recente ha avuto un incidente durante un suo concerto: un pezzo di scenografia gli è caduto addosso. Ora si sta riprendendo”.

Che cosa ha raccontato durante l’intervista che gli ha fatto Bonolis?
“È stata un’intervista molto lunga. È durata 40-45 minuti. Naturalmente la vedrete tagliata. Lui è un personaggio che ama provocare. Il suo grande dispiacere è di non riuscire a spaventare come ai vecchi tempi. Ora molti lo vivono come una sorta di cartoon, gli chiedono i selfie per strada. Ha parlato dei temi che da sempre affronta nelle sue canzoni, religione, politica, sesso. Ma anche di libri e film. Ha questa vera e propria ossessione per la simbologia religiosa che forse gli deriva dal padre, un prete morto di recente”.

Sì, ne ho letto in un’intervista che Manson ha dato alla rivista "Rolling Stone". In quell’occasione però Manson descrive il padre in punto di morte in un atteggiamento ben poco spirituale.
“In effetti quando racconta della sua vita non capisci con esattezza dove stia la verità e dove si annidi la sua voglia di essere disturbante a tutti i costi. Fa parte della mitopoiesi del personaggio. Di sicuro la morte del padre è stata un trauma. E ci ha raccontato che in conseguenza di questo evento ha cambiato il nome al suo ultimo disco: si sarebbe dovuto chiamare “Say10”, che pronunciandolo in inglese si dice “seiten”, ovvero “satana”. Il titolo invece è diventato “Haeven Upside Down”.

Immagino ci sia stata anche qualche domanda sul satanismo. Cosa ha detto?
“C’è stata una domanda su uno degli ultimi tatuaggi che si è fatto, quello di Lucifero. La risposta la sentirete in tv”.

Quindi di satanismo si è parlato?
“Non so se lui sia un satanista. Non penso. Credo piuttosto che sia ossessionato dai simboli religiosi. Usa la religione come feticcio. Ha anche un tatuaggio della Madonna e indossa un crocefisso”.

Paolo Bonolis con l'autore Marco Salvati.

Pensi che questa crociata anti-satanista contro il vostro programma avrà presa?
“Di sicuro Manson in Italia fa ancora molto scalpore. Questa estate, durante un suo concerto a Villafranca, in provincia di Verona, c’era chi sgranava il rosario e pregava per evitare che si manifestasse il demonio. Anni fa, poi, fu perfino arrestato a Roma per atti osceni. Il nostro è un Paese molto cattolico, quasi medievale per certi versi. Comunque, perché questi discorsi di boicottaggio abbiano presa, bisognerebbe sapere se sono arrivati ai possessori delle macchinette dell’Auditel. In genere queste polemiche finiscono per sortire l’effetto contrario. Creano curiosità. Noi, in ogni caso, non lo abbiamo chiamato per far casino, ma soltanto perché è un personaggio interessante sia come musicista sia come uomo”.

Beh, certo che se lo aveste invitato a Sanremo sarebbe crollato l’Ariston dalle polemiche…
“Di sicuro”.

E poi a mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato Gianni Morandi con quel selfie.
“Sì, abbiamo invitato anche Morandi a salire sul palco mentre c’era Marilyn Manson. Abbiamo voluto fare una specie di sincretismo musicale tra il bene e il male. Ovvero mettere uno a fianco dell’altro il cantante più cattivo del mondo e il cantante più buono del mondo”.

La pagina Facebook di Morandi, però, è inondata di critiche.
“È il problema della democrazia della rete. Non è colpa nostra se c’è gente che crede al diavolo e che pensa si manifesti in un cantante travestito. Se questa è l’Italia, abbiamo ben poco da accusare gli islamici di essere fondamentalisti”.