Cesare Bocci, il ballo che ha commosso tutti: "Daniela e quella luce nei suoi occhi"

Quando sabato sera ha stretto tra le braccia la sua Daniela in un ballo di una dolcezza e di un amore infinito sono stati in tantissimi, in studio così come davanti alla tv, a commuoversi fino alle lacrime. Cesare Bocci di lì a qualche ora avrebbe vinto l’edizione di “Ballando con le stelle” ma la vera vittoria, quella che ha portato tutto il pubblico in studio a tributargli una standing ovation e perfino un giudice inflessibile come Guillermo Mariotto a piangere come un bambino, Bocci l’aveva già ottenuta. Come uomo, più che come ballerino. Perché quella donna minuta con i capelli corti e l’aria da sorridente guerriera che lui non ha mai smesso di baciare e di stringere a sé, 18 anni fa fu colpita da un ictus e un medico le disse testualmente: “lei non camminerà più”. Accadde una settimana dopo la nascita della loro primogenita e Daniela che aveva 36 anni rimase in coma per venti giorni. Poi per due mesi fu ricoverata in neurologia e infine in una clinica di riabilitazione. Cesare Bocci che nella vita somiglia pochissimo a quello sciupafemmine di Mimì Augello (il personaggio che interpreta da 20 anni accanto a luca Zingaretti per “Il commissario Montalbano”) ha sempre lottato accanto a Daniela, passo dopo passo, decidendo con lei anche di raccontare in un libro ironico e struggente quel “Pesce d’aprile” (l’ictus avvenne il 1 aprile) che il destino gli ha giocato.

Così, quel ballo inaspettato, a sorpresa e tenero ha suggellato un amore fuori dal comune. “È vero, ero molto emozionato. Non ne sapevo niente del coinvolgimento di Daniela. Anzi. Durante tutta la durata del programma mi ero opposto strenuamente a raccontare del mio privato. È vero, avevo scritto il libro, ma in quel caso c’era un messaggio ben preciso e poi il libro lo abbiamo scritto insieme, Daniela ed io. A “Ballando” invece c’ero soltanto io e non volevo potessero venir fuori polemiche. In ogni caso era fuori contesto e avrebbe rischiato di sminuire il nostro lavoro. E quindi agli autori ho detto “no, no e no” diverse volte. Poi quando me a sono vista davanti per un attimo mi è venuto da dire “mannaggia”. Ma poi ho guardato i suoi occhi, così felici. Ho visto quella luce incredibile che l’ha illuminava e l’ho abbracciata”.

Davvero non te l’aspettavi?
“No, per niente. Daniela poi mi ha raccontato che l’aveva chiamata per chiederle il contatto di qualcuno a me vicino da coinvolgere, così come fanno per tutti i concorrenti durante la finale. Ed è stata lei a dire: "Ma no, vengo io”. Io credevo che mi avrebbero fatto trovare Lorella Cuccarini perché insieme abbiamo fatto un musical (anche se io in quell’occasione ballavo ben poco) e perché siamo amici. Anche se qualcosa avevo notato”.

Cosa?
“Nei giorni precedenti alla finale io ero in Sicilia a girare due nuovi episodi de “Il commissario Montalbano”. E quando la chiamavo al telefono la sentivo frizzante. Le chiedevo dove fosse e mi rispondeva in macchina ma io sentivo altri rumori. E invece me l’ha fatta. Lo sapevano tutti. Anche la mia compagna di ballo Alessandra Todaro”.

La vostra storia è diventata un libro e in autunno diventerà uno spettacolo teatrale. Che tipo di spettacolo sarà?
“Si intitolerà “Pesce d’aprile” proprio come il libro. Abbiamo lottato per mantenere lo stesso titolo. Ad alcuni sembrava troppo leggero visto l’argomento di cui si tratta ma lo spettacolo avrà lo steso tono ironico del nostro libro. Noi abbiamo gioito, pianto, riso. Ci siamo disperati e siamo andati avanti. Proprio come si vede nella copertina che abbiamo scelto nella quale siamo vestiti da sposi e siamo su una giostra mentre io la spingo. È un’immagine molto simbolica perché in realtà Daniela ed io, pur vivendo insieme da 25 anni, non ci siamo mai sposati. E perché quella giostra racconta la vita, quello che ti può accadere da un momento all’altro e la necessità di stare uniti e di spingersi a vicenda. Il nostro è un rapporto fatto di amore, rispetto e stima e in quella foto ci sono tutti questi elementi. Lo spettacolo avrà momenti toccanti e altri più divertenti. La mia partner sarà Tiziana Foschi, che è bravissima. Debutteremo a fine novembre a macerata e poi gireremo l’Italia”.

Torniamo a “Ballando”. Ti aspettavi di vincere?
“No, sinceramente. Tifavo per Gessica Notaro. Credo che avrebbe dovuto vincere lei anche perché ballava meglio di tutti. Comunque il quartetto che è arrivato in finale era composto da persone che sicuramente avevano fatto una grande crescita”.

Perché il pubblico ti ha premiato?
“Credo che sia perché ci ho sempre messo l’anima. E poi forse perché di età ero il più grande di tutti. Gli altri concorrenti erano molto giovani e forse questo ha dato più valore ai miei sforzi”.

Che cosa ti ha dato a livello umano questa esperienza?
“Mi ha insegnato tantissimo sia a livello professionale sia a livello umano. Essere a contatto con questi straordinari professionisti che sono i maestri di ballo, persone in continuo contatto con la sofferenza e con la fatica veri, di sicuro mi aiuterà anche sul set dove noi attori appena ci si spezza un’unghia facciamo delle tragedie. Alessandra Todaro, ad esempio, prima di ballare 4 ore con me ogni giorno, ballava altre 5 ore per prepararsi a una sfida a livello mondiale che ha la prossima settimana. Un giorno ho visto del sangue sul pavimento. Le ho guardato i piedi e ho visto che sanguinavano. Le ho detto “Alessandra sei ferita. Fermiamoci”. Ma lei, come se niente fosse, ha ribattuto: “Andiamo avanti. Dobbiamo farlo e lo facciamo”.