[L'esclusiva] Renzo Arbore straccia tutti: "La mia non è vecchia tv, ma arte televisiva. Ecco come festeggerò"

Ascolti record e dominio sui social per "Indietro Tutta 30 e l'ode": "E dire che per anni ho faticato a lavorare in Rai e perfino ad avere un appuntamento coi dirigenti"

di Cinzia Marongiu   -

Un trionfo. Ascolti super e assoluto dominio in tutte le classifiche social, primi su Twitter e nella top di Facebook. “Indietro tutta 30 e l’ode” al suo debutto ha stracciato tutti e ha vinto la serata degli ascolti. Incollati davanti alla tv per il grande ritorno di Renzo Arbore e di Nino Frassica in prima serata ieri c’erano quasi 4 milioni di italiani (3.880.000 per l’esattezza), pari al 19,2% di share. Più di quelli che hanno guardato il calcio su Rai1, più di quelli che hanno seguito “Music” di Paolo Bonolis su Canale 5, più di quelli che hanno scelto “Chi l’ha visto” su Rai3. “Un risultato eccezionale che entra di diritto nella storia di Rai2 e della Rai”: queste sono state stamattina le parole di Andrea Fabiano, il direttore di Rai2 che ha tirato giù dal letto lo showman di Foggia, andato a dormire quasi all’alba, per leggergli i dati Auditel e festeggiare con lui. A riferircele è proprio Renzo Arbore, che con noi di Tiscali.it ha accettato di commentare questo risultato, proprio mentre il suo telefono di casa e i cellulari dei suoi collaboratori non fanno altro che squillare. Lui è il solito gentleman d'altri tempi, ironico e benevolo, con in più, però, la voglia di rivendicare la qualità della sua televisione e di mettere qualche puntino sulle “i”.

Renzo, complimenti, hai stracciato tutti. Che ne pensi?
“Sono molto contento, in particolare per il risultato che arriva dalla rete e dai social. Una dimostrazione di amore e di stima che mi ha commosso, una sorta di augurio per i miei 80 anni. Non so se hai visto quello che è successo ieri sera appena è partita "Indietro tutta”: sul web si è scatenata una dichiarazione di affetto, meraviglia, gratitudine che mi ha lasciato senza parole”.

Ti aspettavi un risultato del genere?
“Devo dire che conosco le mie frecce. Non mi aspettavo però un ascolto così forte; sapevo che c’era Bonolis e che c’era il calcio. Ma che il programma avesse un’affezione e un consenso in tempi di televisione “tristanzuola” ne ero certo. Diciamolo, l’intrattenimento televisivo di questi anni è un po’ tristanzuolo. È difficile farsi delle belle grasse risate di pancia. Ho sempre puntato alla risonanza e al gradimento. Perché i programmi sono l’Auditel ma sono anche e soprattutto il gradimento. Inutile che dicano che se uno vede un programma, vuol dire che lo gradisce. Non è vero. Ci sono dei programmi che si guardano per vedere fin dove arrivano. Come dice Totò “vediamo questo stupido fin dove vuole arrivare”. La conosci quella barzelletta? Totò prendeva degli schiaffi e non reagiva perché diceva proprio “voglio vedere questo stupido fin dove vuole arrivare”. Ecco, anche io guardo la tv per vedere dove vogliono arrivare. Invece la cosa meravigliosa è che il pubblico vuole sorridere veramente. Io devo ringraziare i miei collaboratori, l’ex direttore di Rai2 Ilaria Della Tana e l’attuale direttore Andrea Fabiano”.

Da sinistra, Nino Frassica, Andrea Delogu e Renzo Arbore, protagonisti di "Indietro tutta 30 e l'ode"

Andrea Fabiano stamattina ti ha già chiesto di fare un altro programma?
“No, non me l’ha ancora chiesto. Ma io faccio l’artista. Sai cosa mi fa più piacere? Raramente si vede in tv un programma che ha velleità di fare arte televisiva. Ecco la parola “artistico” si è persa. Quando si inventano i programmi si pensa solo all’ascolto. Invece il criterio con cui io giudico i programmi è relativo al talento, all’arte. E allora va bene “Tu sì que vales”, va bene “X-Factor” quando escono fuori i talenti. Ma questo tipo di televisione, quella mia e di Frassica, è stata ed è unica. È una tv jazzistica, basata sull’improvvisazione, umorale, non professionale. Una specie di jam-session. Qualcuno l’ha paragonata alla cucina: non è fast-Tv ma è slow-Tv”.

Ma tu ieri sera che cosa hai fatto?
“Ho guardato il programma con gli autori e con mia sorella mentre il telefono continuava a squillare. Mi leggevano i tanti tweet spiritosi e di grande ammirazione. È andata avanti così fino a molto tardi e alla fine per dormire ho dovuto prendere un sonnifero. E ho dormito finché stamattina non mi ha svegliato Andrea Fabiano dicendomi: “Renzo, un trionfo! È stato un trionfo”. Tra l’altro vorrei ricordare a tutti che le 65 puntate originali di “Indietro Tutta” sono disponibili su RaiPlay grazie ad Anna Ammirati che le ha caricate”.

Fa un certo effetto oggi pensare che uno come te, un monumento nazionale della tv di qualità, l’inventore di programmai di culto come “L’Altra Domenica”, “Quelli della notte” e "Iinietro tutta” per anni abbia faticato a lavorare in Rai. È vero?
“Sì, è vero. Nessuno mi chiamava e anche quando chiamavo io per anni ho faticato perfino ad avere un appuntamento. Che dirti? Cosa fatta, capo ha. Molti non sanno che io ho ancora tanto successo con la mia Orchestra Italiana, che ogni anno faccio 50 concerti che sono sold out ovunque e che chiunque venga a vedermi rimane piacevolmente sorpreso. Peccato che il mio talento non venga usato in tv. C’è stato qualcuno, mosso dall’invidia, che ha sparso voce che la mia è “vecchia tv”. Per me non è così, la mia è “buona tv”. Mi sono reso conto che la mia generazione ha fatto la più bella tv del mondo. Parlo della generazione di Antonello Falqui, Romolo Siena, Enzo Trapani, Angelo Guglielmi che ha rivoluzionato Rai3 con la Tv delle ragazze e con Chiambretti, Giovanni Minoli che ha dato spazio al talento dei ragazzi di Bologna e ha scoperto Milena Gabanelli. Parlo della tv di Sandra e Raimondo, di Raffaella Carrà, di Mina, di “Milleluci”, ma anche del “Drive in” sulla tv commerciale. Non ce ne siamo resi conto che nessuno nel mondo faceva una televisione di così grande qualità. Negli Stati Uniti, a parte Letterman che diceva due battute la notte, c’era ben poca roba. E quella tv, la tv di Biagio Agnes e di Zavoli, una tv che ha ripreso fiato con Flavio Cattaneo capace di dare fiducia ad “Affari tuoi” e a Serena Dandini, ancora oggi viene apprezzata: basta vedere i risultati straordinari che ogni anno porta a casa “Techetechete”. Allora c’erano velleità artistiche, mentre oggi l’intrattenimento è sofferente. Ci sono dei prototipi che vengono dall’estero e poco altro”

Con “Indietro tutta 30 e l’ode” non ti sei limitato a un’operazione nostalgia ma hai inventato un nuovo format.
“Sì, è vero. L’idea è quella di insegnare ai Millennials che praticano la Rete quali siano le basi dell’umorismo e della musica. La Rete è una fonte inesauribile di sapere, puoi vedere tutti i grandi maestri all’opera. D’altra parte se Frassica ed io riscontriamo ancora oggi successo è perché abbiamo avuto dei maestri straordinari, lui a Messina e io a Foggia. Mi riferisco a Totò, Eduardo, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Raimondo e Sandra: una meravigliosa generazione di inventori di umorismo. I ragazzi devono conoscere le grandi cose del passato e imparare da quelle”.

A cosa ti piacerebbe ora applicare questo format? Mi viene in mente “Quelli della notte” ma anche personaggi come Walter Chiari o Sandra e Raimondo.
“È un segreto professionale. Non lo posso ancora dire” (ride di gusto, ndr).

Come festeggerai oggi? Che cosa farai?
“Andrò dal dentista. E pensa che mio padre avrebbe voluto che io diventassi un dentista... E poi lavorerò alla seconda puntata di “Indietro Tutta 30 e l’ode”.

Nella prima puntata avete dato poco spazio a Mario Marenco.
“Ci rifaremo nella seconda. Per me Mario Marenco è il più grande umorista che c’è in Italia. Con i suoi 14 anni di “Alto Gradimento” e con le sue follie surreali all’Altra Domenica e a “Indietro Tutta”, resta ineguagliabile. In tanti hanno provato a imitarlo ma nessuno c’è riuscito. E poi mi dedicherò alla mia musica”.

È appena uscito “Arbore Plus”, un triplo cd.
“Sì e sta andando fortissimo. Ne sono molto fiero perché dentro c’è pop, rock, swing, musica napoletana e tante canzoni umoristiche della mia carriera e della mia tv. Ma anche una specialissima versione di un inno dello swing degli anni Quaranta "Esattamente come tu". Poi chiuderò l’anno il 31 dicembre a Perugia con un concerto della mia Orchestra Italiana. Sai che c'è? Mi sa che per l’anno nuovo quasi quasi mi rimetto a fare il disc jockey”.