Andrea Fabiano, il discorso di addio a Rai1: "Ruolo esaltante ma complicato. Ma sono anche riuscito a rischiare"

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di Cinzia Marongiu   -

“Celebration”, il titolo di questo programma, mi offre anche l’occasione di “celebrare” una rete che è Rai1 e le sue persone. Qui ce ne sono alcune tra le più importanti”: inizia così il discorso di addio di Andrea Fabiano a Rai1. Il più giovane direttore della storia dell’ammiraglia della Tv di Stato, dopo un anno e mezzo, lascia la poltrona ad Angelo Teodoli e si appresta a occupare quella di direttore di Rai2, lasciata vuota da Ilaria Dallatana. Il discorso avviene nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Celebration”, show del sabato sera di Rai1 affidato a due “debuttanti” in quella zona del palinsesto, ovvero a Serena Rossi e Neri Marcoré.

Andrea Fabiano ha voglia di parlare, di far capire quanto sia difficile ricoprire quel ruolo che ha avuto fino a oggi ma anche di rivendicare i suoi meriti, tra i quali la voglia di rischiare. “A Rai1 non è mai facile perché, se fai gli stessi programmi con gli stessi conduttori di sempre, vieni accusato di fare sempre le solite cose. Ma se provi a cambiare e a fare qualcosa di diverso con persone nuove ti ritrovi comunque esposto a critiche perché magari quella cosa “non è da Rai1”. Io resto convinto che Rai1, da rete forte qual è, abbia la forza per permettersi delle operazioni più coraggiose. Il che non vuol dire mandare allo sbaraglio artisti e autori. Ho fatto correre a questa rete dei rischi. Ma nella vita bisogna rischiare. Per me più che rischio si tratta di scommessa”. E fa l’esempio del concerto di Vasco Rossi al Modena Park trasmesso la sera del 1 luglio in diretta: "La scelta non era condivisa da tutti, ma in prima serata abbiamo fatto ascolti clamorosi. Anche quello è stato un rischio. In passato operazioni simili non erano andate così bene". Fabiano cita uno per uno i dirigenti dell’ammiraglia della Tv di Stato e spiega: “ Rai1 è una rete fatta di persone straordinarie che fanno un lavoro ingrato perché non c’è piena visibilità. Ma c’è tanto lavoro, energia e capacità di affrontare problemi che, vi garantisco, negli ultimi anni hanno reso lavorare qui sempre più stimolante ma anche sempre più complicato. Da oggi lascio questo ruolo fantastico ed esaltante per assumerne un altro, ma questo ora non è importante. Quello che mi preme dire è che lo lascio a una grande professionista come Angelo Teodoli”. Da domani, a 41 anni, sarà il più giovane direttore della storia di Rai2. Insomma, si riparte.