

Dove va l’arte contemporanea del bel Paese? I maligni mormorano che, scoppiata la bolla, il pianeta della giovane arte nostrana sia in via d’estinzione. Eppure, la domanda, rimbalzata come un macigno sul parterre terremotato del Contemporaneo, non ha scalfito un connaisseur e campione d’imperturbabilità come Ivan Quaroni che, anzi, ha preso a pretesto il globale calo d’entusiasmi per risollevare il morale ai clienti della Versilia con le opere di otto assi vincenti: Silvia Argiolas, Vanni Cuoghi, Giuseppe Veneziano (nella foto, Joker, lo storico nemico di Batman, del 2010), Paolo De Biasi, Diego Dutto, Massimiliano Pelletti, Michael Rotondi, Giuliano Sale.
Così si affronta la crisi: puntando sulla giovane arte, quella che ha saputo introiettare e riconsegnare in forma estetica i cambiamenti sociali e culturali deglu ultimi dieci anni. Forme diverse, ma figlie di una madre comune, la diffusione di massa di Internet, e probabilmente dello stesso padre: la globalizzazione irreversibile dell'economia. E il titolo della mostra, newbrow, ecco che si spiega: lowbrow è un neologismo anglosassone di matrice pop surrealista americana, che tende al recupero di iconografie basse come il fumetto, il tatuaggio, i cartoons, la televisione e il cinema di serie B. I giovani newbrow si connotano, invece, per le scelte inedite, nuove, provocatorie, anche. Figurazione semplice, subito riconoscibile. Le icone delle fiabe e del folclore trasfigurate in chiave surreale di Vanni Cuoghi, gli universi paralleli al mal di vivere' di Silvia Argiola, costruiti in un universo distaccato che fa da contenitori alle sue urgenti paranoie. E tanti altri punti di vista, sul lato oscuro del mondo in cui viviamo.
“Italian Newbrow. Cattive compagnie", Forte dei Marmi, Fortino. Dall'8 agosto al 2 settembre. Info. tel. 0584 280292
Ci sono anche queste…
“Nakis Panayotidis”
In mostra, nell'antica serra ducale, opere recenti dell'artista greco, anche qui fedele al suo repertorio prediletto, dalle scritte al neon ai disegni retroilluminati, dalle installazioni alle fotografie. Tecniche differenti per dare voce a un dialogo costante tra entità opposte, oscurità e luce, visibile e invisibile, oblio e memoria.
Dove: Modena, Galleria civica, Palazzina dei Giardini
Quando: fino al 16 settembre
Info: www.galleriacivicadimodena.it
Opera cult: due grandi opere in neon del ciclo Katharsis, realizzato apposta per l'edificio barocco che le ospita
“Henry Moore”
"Tutto quello che faccio, ho intenzione di farlo su larga scala".
Le grandi opere dalle forme ondulate dello scultore inglese (1898-1986) sembrano fatte apposta per essere inserite in spazi di dimensioni monumentali, perfette per campus universitari, praterie e grandi centri urbani. Per ospitarle, e proporle come fiore all'occhiello durante i giorni delle Olimpiadi, la Gagosian ha letteralmente smontato e rimontato ad hoc la sua struttura
Dove: Londra, Gagosian Gallery
Quando: fino al 18 agosto
Info: www.gagosian.com
Opera cult: le due grandi figure del 1966, lisce convessità luminose traboccanti di energia.
“Rosso Gastel”
"Il rosso è sempre stato per me il colore del femminile, del mondo dei sentimenti forti, delle dee madri, delle divinità ancestrali". Come il bianco e il nero, ma forse di più, il rosso colora d'assoluto l'intera opera del fotografo milanese Giovanni Gastel, cultore della sperimentazione, della rielaborazione pittorica e dello still life ironico. Il rosso lega indissolubilmente i 12 scatti della mostra, uno degli eventi collaterali proposti in occasione della personale di Mario Arlati "Un viaggio nel colore rosso", conclusa da poco.
Dove: Milano, Fondazione Stelline
Quando: fino al 9 settembre
Info: www.stelline.it
Opera cult: una modella in rosso, che non è un abito di haute couture, ma un'inquietante nebbia dalle sfumature purpuree che le avvolge il corpo
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