

Esisterebbe quest'opera senza il contesto ambientale in cui affonda le sue grandiose architetture in plexiglas, ferro e legno? No, le opere di Daniel Buren sono fatte per essere condivise da strutture preesistenti, pensate per luoghi fatti per assorbirle e rinventarne l'esistenza. Chi si è perso, a Parigi, la scenografica installazione del Gran Palais per Monumenta 2012, realizzata con un impianto decorativo lungo 200 metri e pesante 120 tonnellate di acciaio, ripartito in 377 cerchi specchianti blu, rosso, verde e giallo, potrà rifarsi visitando, quest'estate, il nuovo clamoroso intervento di Buren tra gli ulivi e i reperti archeologici del parco di Scolacium, nelle soleggiata costa calabra affacciata sul mar Jonio.
La prossima rassegna di Intersezioni, la settima del progetto che coinvolge Scolacium e il museo Marca di Catanzaro, curato da Alberto Fiz, vedrà infatti il maestro francese (Boulogne-sur-Seine, 1938), tra i fondatori, nel 1966-67, del gruppo concettuale BMPT, misurarsi nel contesto del luogo con una serie di interventi sulla Basilica, il Foro, il Teatro romano e la foresta argentea dell'uliveto.
Costruttore immaginifico, l'artista reinventa colonnati, vetrate che creano imprevedibili giochi di ombre e luci, strutture specchianti che raddoppiano e ingigantiscono le immagini delle antiche strutture architettoniche. Spiega Buren: "Le mie installazioni permettono sia d'accentuare le linee di forza già esistenti all'interno del Parco, riempire dei vuoti, come nel caso della Basilica, replicare forme geometriche semplici, disegnare delle linee nello spazio, rilevare le mai esistite, come avviene nel Foro".
“Daniel Buren. Costruire sulle vestigia: impermanenze, opere in situ”, Catanzaro, Parco archeologico di Scolacium; Museo Marca. Dal 27 luglio al 14 ottobre. www.museomarca.com www.intersezioni.org
Ci sono anche queste…
“Extra Large”
Dal Musée National d'Art Moderne del Centre Pompidou di Parigi sostano nei 4.000 metri quadrati dell'Espace Ravel di Monte Carlo una cinquantina di opere strepitose, soprattutto per le dimensioni. Giganteschi anche i nomi degli artisti selezionati, da Joan Miro a Frank Stella, da Yan Pei-Ming a Sol LeWitt, Anish Kapoor, Bill Viola, Daniel Buren e altri big.
Dove: Grimaldi Forum di Monaco
Quando: fino al 9 settembre
Info: www.grimaldiforum.com
Opera cult: i bozzetti preparatori che mostrano il divenire delle opere, smisurate, talvolta colossali
“Cobra Cities”
Co-penaghen, Br-uxelles, A-msterdam, le tre grandi città europee da cui presero le mosse gli artisti dell'avanguardia che nel novembre del 1948 fondarono a Parigi il gruppo rivoluzionario Cobra (acronimo delle inziali delle tre città). Obiettivo del movimento, che si sciolse nel 1951, era creare un arte non-colta o accademica, ma libera da preconcetti e, piuttosto, ispirata all'arte infantile e all'art brut.
Dove: Cobra Museum of Modern Art, Amstelveen (Olanda)
Quando: fino al 10 ottobre
Info: www.cobra-museum.nl
Opera cult: le tele tumultuose di Corneille, le figure totemiche di Karl Appel, le favole in chiave grottesca di Alechinsky
“I cavalieri dell'imperatore. Duello e guerra nelle armerie rinascimentali”
Doppia esposizione, nelle sale di due storici manieri trentini, che fa rivivere la stagione degli assalti all'arma bianca, dei grandi tornei e delle parate rinascimentali, quando i cavalieri dell'imperatore, bardati di ferro dalla testa ai piedi, si scontravano per difendere i confini di un regno o l'onore della dama amata. Affascinante il capitolo sulle spade, passate da un contesto strettamente militare a un contesto di status-smbol della nobiltà. Esibirla, 'da lato', era segno di appartenenza alla cerchia degli uomini di valore.
Dove: Trento, Castello del Buonconsiglio, Castel Beseno
Quando: fino al 18 novembre
Info: www.buonconsiglio.it
Opera cult: i pezzi della Landeszeughaus di Graz, la più completa collezione al mondo di armi e armature per la battaglia e le parate
0
0
0
1
0