

Immaginate una casa. Una bella casa d’atmosfera in un posto magnifico della Francia anni Venti e Trenta. Una casa nel cuore borghese di Parigi, oppure sulle coste ventose della Normandia, o ancora, un manoir immerso nei giardini profumati della Costa Azzurra. Immaginate un pittore innamorato pazzo di queste sue ‘maison’, al punto da riprodurle fedelmente nei particolari, esaltandone sulla tela, giorno dopo giorno, con amorosa ossessione, i dettagli più amati.
Pierre Bonnard (1867-1947), celebre colorista francese che prende le mosse dai Nabis per arrivare a una pittura sempre più astratta e cromaticamente esuberante, ha dipinto per tutta la vita le stanze, i terrazzi e i giardini delle case dove lavorava e viveva. Faceva e rifaceva sempre gli stessi soggetti, ma in numerose varianti. Cominciò a fissarsi sulle vedute del giardino di maison “Ma Roulotte” a Vernonnet, in Normandia e sugli interni della villa “Le Bosquet” a Le Cannet, vicino a Cannes, poi si appassionò alla casa e all’atelier di Parigi, nei pressi di Place Clichy.
La critica, superficialmente, lo definì il cronista “ingenuo” della vita quotidiana altoborghese. La rivalutazione di Bonnard, nella sua straordinaria complessità, arrivò solo nel 1984, grazie a una grande mostra al Centre Pompidou di Parigi, poi transitata a Zurigo. Ed è ancora la Svizzera, oggi, a rendergli omaggio, alla Fondazione Beyeler di Basilea, con una retrospettiva imponente di 60 opere capitali.
Una sessantina di tele presentate in forma di “Maison immaginaire de Bonnard”, divise per gruppi associati a determinati ambienti: “La rue”, “La salle à manger”, “Intimité”, “Le miroir”, “Le passage entre intérieur et extérieur” e “Le grand jardin”. Quadri dove Marthe, moglie del pittore dal 1925, è una presenza quasi fissa. La si vede ritratta in sala da pranzo, o nuda alla toeletta e in camera da letto, spesso seguita dai suoi animali. Ecco, in una celebre tela, l’amato cocker rosso che aspetta un biscotto, le zampe che graffiano la tovaglia rustica, a quadri bianchi e rossi. (nella foto, “Grande salle à manger sur le jardin”, 1934, 35).
“Pierre Bonnard”, Fondation Beyeler, Basilea, dal 29 gennaio al 13 maggio 2012. www.fondationbeyeler.ch
Ci sono anche queste…
“Andy Warhol. Dall’apparenza alla trascendenza”
Curata da Francesco Nuvolari, propone un nucleo di ottanta lavori, con numerosi pezzi unici: serigrafie, grafiche, multipli e memorabilia. Spiccano i ritratti-icona delle personalità politiche e del mondo artistico degli anni Sessanta e Settanta: da Mao a Lenin a Liza Minnelli.
Dove: Centro Saint-Bénin, Aosta
Quando: fino all’11 marzo
Info: www.regione.vda.it
Opera cult: uno dei più celebri autoritratti dell’artista, “Self-portrait”, 1977, cm 114x88
“Cristo e Jeanne Claude. Opere nella collezione Wurth”
Le installazioni e i mille studi preparatori dei progetti visionari del grande artista bulgaro, elaborati con la moglie Jeanne Claude, in un sodalizio durato dal 1961 fino alla morte di lei, il 18 novembre 2009. Oltre 70 opere, datate 1958-2003, affidate alla cura di C.Silvia Weber.
Dove: Art Forum Wurth Capena, Roma
Quando: dal 21 gennaio all’8 settembre
Info: www.artfforumwuerth.it
Opera cult: il progetto in tela giallo sole del 2002 per il Central Park di New York
“Armenia. Impronte di una civiltà”
Una mostra pensata in occasione del V centenario della stampa a Venezia del primo libro in lingua armena (1512). Oltre duecento opere, manoscritti e miniature provenienti dai maggiori musei dell’Armenia e dell’Europa, documentano la relazione secolare con la Serenissima.
Dove: Museo Correr, Venezia
Quando: fino al 10 marzo
Info: tel. 84 80 82 000
Opera cult: il manoscritto su pergamena “Il Vangelo di Roma” (1240)
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