

Pittore ineguagliabile, ma anche studioso di ottica e anatomia, d’idraulica e ingegneria militare. Appassionato del cosmo e della natura, ha lasciato, sotto forma d’immagini, straordinari appunti di botanica e geofisica, studi sulla luce e sul volo degli uccelli, osservazioni che dimostrano una sete incontenibile di conoscenza. Umanista e scienziato, Leonardo (1452-1519) è l’essenza del genio a 360 gradi.
Venerato cinque secoli fa a Firenze, Milano, Roma, è ancora oggi amatissimo in Italia e nel mondo, per il suo essere insieme antico e moderno, intellettuale e visionario, limpido ed enigmatico. Il mito dell’artista rinascimentale è celebrato in tre mostre, alla Reggia sabauda di Venaria, al Museo Cantonale di Lugano e alla National Gallery di Londra. E ancora Leonardo è chiamato in causa a Roma, ai Musei Capitolini, in un audace confronto, a colpi di capolavori grafici, con il suo diretto rivale Michelangelo.
Ecco, a Torino, il celeberrimo “Autoritratto” a sanguigna che rappresenta Leonardo in età avanzata, magnifico nell’allestimento del Premio Oscar Dante Ferretti e molto godibile nel racconto multimediale per il visitatore, coordinato da Piero Angela. E se balza agli occhi la somiglianza con un volto giovanile disegnato sul foglio 10 del “codice del volo”, suscita curiosità un altro ritratto senile la cui attribuzione veniva data a un seguace di Leonardo, mentre adesso si saprebbe con certezza che fu eseguito dal Maestro nel 1515.
Nessun dubbio, invece, sulla mano del disegno a carboncino su foglio blu dal titolo l’“Angelo Incarnato” (nella foto), che al Museo Cantonale d’Arte inaugura il ciclo di esposizioni “Un Capolavoro per Lugano”. Eseguito nei primi anni del 1500, raffigura un languido adolescente dalle fattezze androgine (probabilmente l’allievo e forse amante di Leonardo, Gian Giacomo Caprotti detto Salai, 1480-1523), ritratto in assoluta e provocante nudità. Un capolavoro di ambiguità, come lo sono tante opere di Leonardo, che ben rappresentava l’archetipo neoplatonico della compenetrazione dei sessi.
L’omaggio londinese è la retrospettiva di prestiti eccezionali voluta dalla National Gallery per il lancio dell’appena scoperto e di fresco restaurato “Cristo Salvator Mundi”, un dipinto databile intorno al 1500 ca. Il curatore Luke Syson lo ritiene per certo un’opera autografa, a convincerlo sarebbero stati numerosi dettagli che rimandano alla tecnica leonardesca: la “delicatezza e la precisione” del mantello, dei capelli, della mano destra alzata in gesto benedicente. E poi il sorriso enigmatico, quasi un refrain nei personaggi leonardeschi, a cominciare dalla Gioconda.
“Leonardo. Il genio, il mito”. La Venaria Reale, Torino, fino al 29 gennaio 2012. Tel. 011 4992333.
“Leonardo da Vinci”, National Gallery, Londra, fino al 5 febbraio 2012. www.nationalgallery.org.uk
“L’Angelo Incarnato di Leonardo da Vinci”, Museo Cantonale d’Arte, Lugano, fino all’8 gennaio. www.laclugano.com
Ci sono anche queste…
“Da Bacon ai Beatles”
Una mostra sulla calda stagione del rock. Settanta sculture e dipinti da guardare e ascoltare, seguendo in cuffia la colonna sonora dei grandi successi musicali degli anni Cinquanta e Sessanta. La voce e la chitarra di Elvis ‘the pelvis’, il falsetto dei Beatles, le scandalose stampe della Swinging London di Richard Hamilton e Peter Blake, il pop italiano di Adami, Rotella, Schifano.
Dove: Museo della Permanente, Milano
Quando: fino al 12 febbraio 2012
Info: tel. 02/6551445
Opera cult: la serie di stampe di Hamilton ispirate all’arresto per droga della ‘pietra rotolante’ Mick Jagger
“Arte povera. 1967-2011”
Fine anni Sessanta, il mondo cambia. Gli artisti salgono sulle barricate, dicono no alle luci del pop e allo struscio dei media e inaugurano una poetica all’insegna della sobrietà. Le opere di Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Mario Merz sono fatte con elementi primari e poveri materiali di scarto. L’idea di fondo è di recuperare un’innocenza perduta, il senso magico di una natura incontaminata.
Dove: Triennale, Milano Graz
Quando: fino al 29 gennaio 2012
Info: www.triennale.it
Opera cult: il percorso delle installazioni. Imbattersi nell’ombrello rosa con tubi al neon di Mario Merz è una bella sorpresa
“Alighiero Boetti”
Voce solista del poverismo anni sessanta, poi, con la virata verso il concettuale, l’artista torinese si fa mago della moltiplicazione e della divisione. Sdoppiato il nome in Alighiero & Boetti, realizza esercizi di bravura, mescola pop e tradizione artigianale. E’ il caso delle mappe, degli arazzi, degli alfabeti ricamati.
Dove: Reina Sofia, Madrid
Quando: fino al 5 febbraio 2012
Info: www.museoreinasofia.es
Opera cult: le celeberrime mappe che recuperano, trasformandolo in un capriccio concettuale, il senso del mondo
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