

Come viaggiano gli artisti? E, soprattutto, come raccontano le loro esplorazioni, mentali o reali che siano? Van Gogh lo fa dipingendo la sua vita come un andare ossessivo attraverso il colore, Gauguin immergendosi nella luce abbagliante degli antipodi. Il pittore del silenzio Edward Hopper osserva l’America operosa della provincia dalla finestra del suo studio, la stessa America che Edwin Church, il “pittore dell’Est” e Albert Bierstadt, il “pittore dell’Ovest”, vedono selvaggia e spaventosa nella sua immensità. William Turner e Mark Rothko esprimono i loro ‘viaggi interiori’ con l’azzurro chiaro delle marine e l’incanto di tele quasi monocrome. Kandinsky ama perdersi nelle geografie mentali dell’astrazione.
Di questi e altri percorsi, si renderà conto il 12 novembre a Genova nella mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, curata da Marco Goldin con Linea d’Ombra. Se gli artisti citati raccontano i loro viaggi nelle sezioni dedicate alla pittura in America e in Europa a cavallo dell’Ottocento e del Novecento, con Vincent van Gogh e Paul Gauguin l’esposizione raggiunge il suo acme. Il viaggio estremo di Vincent, culminato nel suicidio, è documentato da una quarantina di opere, tra dipinti e disegni e inedite lettere al fratello Theo. Goldin è riuscito a ottenere prestiti favolosi, come il “Campo di grano con corvi”, una tela che non usciva da oltre quarant’anni dal Van Gogh Museum di Amsterdam.
Concluso il viaggio di Van Gogh comincia quello di Gauguin. Ecco “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, il quadro star della mostra, concessa per la prima volta all’Italia dal Museum of Fine Arts di Boston, una tela dalle proporzioni maestose, quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza (nella foto). Racconta di un viaggiatore incantato nel paradiso terrestre di Tahiti. E’ il quadro che avrebbe dovuto essere l’ultimo, il testamento di una vita ormai insopportabile. Gauguin lo dipinse nel 1897, dopo un tentativo di suicidio con l’arsenico. Fallito, per fortuna.
“Van Gogh e il viaggio di Gauguin”. Palazzo Ducale, Genova.
Dal 12 novembre 2011 al 15 aprile 2012. www.palazzoducale.genova.it
Ci sono anche queste…
“Beauté, Morale et Volupté”
Quadri, ma anche, fotografie, oggetti decorativi e tessuti che introducono alle raffinatezze care al movimento estetico costituitosi in Inghilterra nella seconda metà dell’Ottocento. Cuore della mostra i dipinti preraffaelliti di Dante Gabriel Rossetti e seguaci.
Dove: Musée d’Orsay, Parigi
Quando: fino al 15 gennaio 2012
Info: www.musee-orsay.fr
Opera cult: la “Santa Cecilia” di John W. Waterhouse, la più pallida e languida delle eroine preraffaellite
“Surreal versus Surrealismo”
La genialità creativa del maestro spagnolo è celebrata in 270 opere, capolavori da collezioni private e prestiti da Malaga e Antibes. Dipinti, ceramiche, disegni e opere su carta, serie di litografie e acqueforti, libri e tappezzerie.
Dove: Istituto Valenciano di arte moderna. Valencia
Quando: fino all’8 gennaio 2012
Info: www.ivam.es
Opera cult: “Silhouette Cow Boy” del superquotato artista a stelle e strisce Richard Prince, 1998-99
“Giovanni Frangi. Straziante, meravigliosa bellezza del creato. Opere recenti 2005-2011”
La citazione pasoliniana del titolo ben introduce ai nuovi esperimenti espressivi dell’artista su alcuni temi naturali. Pittura, fotografia, scultura, incisioni, in un percorso che parte dall’astrazione dei “Giardini pubblici” e si chiude con le figure umane su una spiaggia dell’ultima stanza.
Dove:Villa Manin, Passariano di Codroipo (Udine)
Quando: fino al 6 novembre
Info: www.villamanin-eventi.it
Opera cult: le grandi tele viola intitolate “Vallemosso”, omaggio dell’artista lombardo alla sua padania
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