Lugano espone il meglio delle sue raccolte. Sette secoli di storia dell'arte dal barocco al contemporaneo

di Melisa Garzonio

Una bella scoperta: Lugano conta più capolavori d’arte che orologi. Basta farsi un giro in uno dei suoi musei, per smontare il luogo comune che affligge la più italiana delle città svizzere. Avviso ai volonterosi: non basta un giorno, e nemmeno due, per farsi un’idea dell’esorbitante corpus di oltre diecimila opere che affollano le sale  e i depositi dei due storici scrigni della città: il Museo Cantonale d’Arte e il Museo d’Arte di Lugano.


Da prendere al volo, dunque, le due mostre aperte in contemporanea nelle due sedi (fino all’8 gennaio 2012) sotto il titolo guida “Tesori a Lugano, 200 opere dalle collezioni del Canton Ticino e della Città di Lugano”, in attesa che venga ultimato il nuovo grande museo (Lav, Lugano Art Center) che, a partire dal 2013, radunerà il meglio delle raccolte elvetiche. (Nella foto, Carlo Bossoli: “Veduta di Lugano. Piazza e Riva del Grano”, 1849).


Apre con una sontuosa sala dedicata all’asconese Giovanni Serodine, artista dalla tavolozza vibrante, intrisa di ombre caravaggesche, la rassegna “Dal barocco alle soglie della modernità 1600-1880”, in corso al Cantonale (da non perdere: il “San Pietro in carcere” e “Il ritratto del padre”). Morto a soli 30 anni, intorno al 1615 emigrò giovanissimo a Roma, col padre architetto e il fratello scultore.


Serodine non fu il solo, fra gli artisti ticinesi, a scendere dal Nord per raccogliere allori nella città di Paolo V, Urbano VIII e Innocenzo X.


Già a partire dalla seconda metà del Cinquecento gravitarono nelle fabbriche papaline schiere di architetti, stuccatori, scultori e pittori provenienti dal Canton Ticino: da Domenico Fontana a Carlo Maderno, a Francesco Castelli di Bissone, detto il Borromini (1599-1667), scalpellino nella Fabbrica del Duomo a Milano e poi architetto papale a Roma.


Altro nume del barocco, Pier Francesco Mola, detto il Ticinese, da Coldrerio, proposto con “Giovane suonatore di viola da gamba” e “Il San Gerolamo”, quadri di figura, in cui traspare però un grande interesse per il paesaggio. A dominare la scena del Settecento è invece Giuseppe Antonio Petrini, un pittore solitario, oggi, si direbbe,‘di nicchia’, la cui carriera si svolge tutta in Ticino. Il suo stile è fatto di pennellate eleganti e soffuse cromie rococò. Un gusto di cui non c’è più traccia nella sala del paesaggio ottocentesco, dove ci si perde tra i paesaggi sublimi del giovane Hodler e di Castan, gli orridi di Bossoli e gli acquerellati percorsi alpini dell’inglese William Turner.


“Consonanze-Dialoghi nel tempo”. La mostra curata da Cristina Sonderegger per Villa Malpensata raccoglie, in sedici sale, originali accostamenti fra artisti dal Quattrocento ai nostri giorni. Qualche esempio: il profilo di un anonimo scultore quattrocentesco e un’opera di Hans Richter del 1916, la foto di tre ragazzi di Ostenda in costume da bagno, scattata nel 1992 da Rineke Dijkstra, e i ritratti delle timide sorelle Spinelli dipinte più di un secolo prima da Antonio Rinaldi. La spirale viola di Pietro Consagra e la chiocciola (“Schnecke”) di Paul Klee. A ben vedere, un filo rosso c’è.


“Dal barocco alle soglie della modernità: 1600-1800”. Museo Cantonale d’Arte. www.museo-cantonale-arte.ch


Consonanze-Dialoghi nel tempo”. Museo d’arte di Villa Malpensata.


www.mda.lugano.ch


A Lugano, fino all’8 gennaio


 


Ci sono anche queste…


Josef Albers


La prima completa retrospettiva italiana del pittore, grafico e designer tedesco (1888-1976). 175 opere, dai collages del Bauhaus alle forme isometriche elaborate negli Stati Uniti, dove il maestro si trasferì nel 1933, alle ultime sperimentazioni astratte degli anni Sessanta.


Dove: Galleria Civica, Modena


Quando: fino all’8 gennaio 2012


Info: www.galleriacivicadimodena.it


Opera cult: i collages di vetro traslucido su tavola degli anni Venti


 


“Picasso”.


La genialità creativa del maestro spagnolo è celebrata in 270 opere, capolavori da collezioni private e prestiti da Malaga e Antibes. Dipinti, ceramiche, disegni e opere su carta, serie di litografie e acqueforti, libri e tappezzerie.


Dove: Fondazione Palazzo Blu. Pisa


Quando: fino al 29 gennaio 2012


Info: www.palazzoblu.org


Opera cult: i cento fogli della “Suite Vollard” dedicati alla scena della Minotauromachia, il trionfo del Minotauro


 


“Roma al tempo di Caravaggio”


Uno spaccato della rivoluzione pittorica che, tra il ‘500 e il ‘600, trasformò Roma da ghetto manierista a culla dei nuovi fermenti barocchi e classicisti. Lo sbarco nella capitale di Caravaggio e Annibale Carracci è raccontato in circa duecento opere, di maestri italiani e stranieri.


Dove: Palazzo Venezia, Roma


Quando: dall’11 novembre al 18 febbraio 2012


Info: http://museopalazzovenezia.beniculturali.it/


Opera cult: “La Madonna di Loreto” di Caravaggio, capolavoro attorno a cui gravita la mostra

24 ottobre 2011
 
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Incassi della settimana dal 07/05/2012 al 13/05/2012
Incasso: € 2,131,779
Regia: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Attori: Alyson Hannigan, Jason Biggs, Seann William Scott
Genere: Commedia
€ 1,986,938
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