

Donne che hanno fatto la storia dell’arte. Mentre a Milano si celebra la sconvolgente pittura secentesca di Artemisia Gentileschi, Roma ospita per la prima volta in Italia la retrospettiva di Georgia O’Keeffe. Chi non ha vivi nel ricordo i meravigliosi fiori che hanno fatto di questa signora nata a Sun Prairie, Wisconsin, nel 1887, un’icona dell’arte americana del XX secolo? Un mito a stelle e strisce, eppure, incredibilmente poco conosciuta all’estero, e poco esposta, se non in mostre di nicchia, malgrado gli entusiasmi del marito pigmalione, il celebre fotografo Alfred Stieglitz, che durante la loro turbolenta relazione e fino alla sua morte nel 1946, le organizza ogni anno una mostra nelle più quotate gallerie newyorkesi.
La Fondazione Roma Museo, che ospiterà l’evento, promette di risarcire il debito raccontandoci la prodigiosa O’Keeffe dalle prime opere astratte degli anni Venti agli ultimi anni in New Mexico, quando nella sua casa di Ghost Ranch dipinge i pioppi neri che vede dalle finestre e le ossa di animali che raccoglie durante le passeggiate nel deserto. Fra l’inizio e la fine, nel 1986, all’età di 98 anni, si colloca il periodo della grande figurazione con fiori, frutta, paesaggi e alberi. Tele gigantesche dove gli oggetti vengono dilatati in dimensioni macroscopiche, come se fossero visti attraverso uno zoom. Capolavori che sembrano svelare una sensualità misteriosa e una natura androgina su cui la critica si spende in pruriginose querelle, appellandosi a vaghe interpretazioni freudiane.
O’Keeffe adorava i fiori (“Purple Petunias”, 1925, nella foto), le calle, soprattutto, tanto da meritarsi il soprannome di “signora delle calle”. Lei precisa (nel 1931): “la gente penserà che io abbia una passione per le calle perché le ho dipinte spesso nei miei quadri. In realtà non è affatto così. Ho cominciato a dipingerle per curiosità, volevo capire perché qualcuno le odiasse tanto e qualcun altro le amasse”. Invecchiando diventa insofferente. Racconta, a proposito, Delfina Rattazzi nel suo “Storie di insospettabili giardinieri” come “a un’intervistatrice che, molti anni dopo, le chiede di commentare il lato esplicitamente sessuale delle sue tele floreali, la signora O’Keeffe abbia sibilato: “Spenga il registratore e la smetta di dire fesserie”.
La cura della mostra è di Barbara Buhler Lynes del Georgia O’Keeffe Museum di Santa Fe, che presta una sessantina di opere a cui si aggiungono importanti contributi dalla National Gallery of Art di Washington, dal Whitney Museum di New York, dal Philadelphia Museum e dal Thyssen-Bornemisza di Madrid.
“Georgia O’Keeffe”. Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla. Roma. Dal 4 ottobre al 22 gennaio. www.fondazioneromamuseo.it
Ci sono anche queste…
“Ansel Adams, la natura è il mio regno”
Omaggio al fotografo californiano (1902-1984) che nelle sue spettacolari immagini in bianco e nero ha raccontato il mito americano della Frontiera. Nessuno ha mai realizzato ritratti così splendidi dei fiumi, delle dune e delle foreste della Yosemite Valley.
Dove: Fondazione Fotografia, ex Ospedale di Sant’Agostino. Modena
Quando: fino al 29 gennaio
Info: www.santagostino.modena.it
Opera cult: l’ombra dell’artista nell’autoritratto realizzato nella Monument Valley dello Utah, nel 1958
“Le Temps Retrouvé: Cy Twombly Photographe et artiste invité”
Una rara mostra delle opere fotografiche dell’artista americano scomparso a Roma, sua città d’elezione, lo scorso luglio. Le opere di Cy a confronto con quelle di artisti e letterati: Marcel Proust, Ed Ruscha, Edgar Degas, Sol LeWitt , l’amica Sally Mann, e altri.
Dove: Collezione Lambert. Avignone
Quando: fino al 20 novembre
Info: www.collectionlambert.com
Opera cult: Twombly che dialoga con l’americana Diane Arbus e col giapponese Hiroshi Sugimoto
“Indonesia eye. Fantasies & Realities”
Una quarantina fra dipinti, sculture e installazioni di 18 artisti contemporanei indonesiani. Le loro opere rivisitano gli antichi miti e le leggende del loro paese d’origine alla luce della complessa modernità. Tra gli altri: Farhan Siki, Angki Purbandono, Edo Pillu.
Dove: Saatchi Gallery, Londra
Quando: fino al 19 ottobre
Info: www.saatchigallery.co.uk
Opera cult: Quella dove gli artisti, sospesi i toni aulici, fanno satira coraggiosa del potere politico
0
0
1
2
1