How I met de Kooning: a Retrospective

di Federica Tolli da New York per Cyou

Lo sapevate che a New York il venerdì pomeriggio il MoMA apre gratuitamente le sue porte al pubblico?
Io l'ho scoperto solo poche settimane fa e ad esso si affiancano, in giornate differenti, anche il Guggenheim, il Whitney e il Met, tra i più grandi colossi museali newyorkesi.
Un'iniziativa brillante, seducente, come dire “smart” per avere molteplici possibilità di percorrere con calma i labirinti del museo, per assistere alle ultime esibizioni rimanendo sempre aggiornati, per approfondire la conoscenza di opere già viste e riviste ma che solo soffermandosi sul dettaglio più impercettibile si capiscono veramente, o per indagare silenziosamente la storia di famosi pittori, scultori, architetti, designer e performer, sentendosi per un momento parte della loro vita. Mi è capitato recentemente di dover rispondere ad una definizione del ruolo attivo del museo contemporaneo, oggi. Ecco, per me lo scopo biologico del museo è proprio quello di regalarsi al pubblico, di offrirsi allo spettatore per essere osservato e non solo guardato, perchè ciò che merita di essere riconosciuto a livello mondiale e incapsulato all'interno di un'istituzione museale, sicuramente deve essere prima di tutto un bene comune all'ammirazione di tutti.
È proprio grazie a questo stimolante meccanismo fruitivo che ho conosciuto realmente, e come se fosse per la prima volta, Willem de Kooning (1904-1997),  artista olandese appartenente al cosiddetto Espressionismo astratto, onorato da qualche giorno dal Museum of Modern Art di New York, con la sua mostra personale a Retrospective. Chi non ha mai incontrato il nome di de Kooning nei manuali di storia dell'arte moderna di Barilli o all'interno delle più complesse enciclopedie estetiche sul contemporaneo, uno dei Big dell'Action painting, membro storico della New York School insieme a Jackson Pollock, Gorky, Rothko, solo per citarne alcuni. Famose le sue figure di donne astratte, le vigorose spruzzate di colore su tele di grandi dimensioni, i paesaggi frantumati in composizioni luminose, dove la potenza materica del colore sovrasta la precarietà delle linee figurative del disegno.
Non una semplice mostra, non una raccolta autobiografica ma inaspettatamente un intero piano del MoMA adibito a spazio della memoria e dell'anima, un percorso vibrante attraverso le fasi più acute che hanno segnato la carriera artistica di un uomo di fama mondiale, un'esibizione pittorica che cattura l'osservatore  in un viaggio tra il passato e il presente costringendolo a rivivere ogni attimo della vita dell'artista.
A cominciare da una stanza d'ingresso che ospita una parte dei primi lavori del giovane artista sbarcato a New York, e risalenti agli anni '20 e '30, i quali dimostrano subito il segno astratto predominante nell'estetica di de Kooning, nonostante i temi figurativi o di nature morte, come i ricorrenti Still Life. Uomini, donne e interni, se in un primo momento potevano reggere qualche somiglianza con la realtà, dal 1945 sembra che le figure di de Kooning esplodano in composizioni confuse dando vita addirittura a delle grottesche pitture in bianco e nero, concretizzate nel 1950 in Excavation (probabilmente l'opera capolavoro della sua carriera fino a questo momento), dove il bianco domina sul resto della tavolozza. La serie di figure femminili (praticamente irriconoscibili) segue lo sviluppo della dimensione astratta del pittore, sfacciatamente aggressivo e inquietante nella sua Donna I, opera che durante gli anni '50 fece molto scalpore, forse proprio per la ferocia intensità. Allo stesso modo le larghe pennellate riempiono le tele della serie di paesaggi a Parkway o sulle rive degli Hampton, (riconoscibili solo dalle tonalità più o meno delicate dei colori in quanto la matrice figurativa è completamente invisibile in queste opere).
Un'ampia sala luminosa esplora la fase scultorea e litografica di de Kooning, attraversata verso la prima metà degli anni '70. Il ritorno alla pittura da li a pochi anni, porta un famoso critico a definire la prossima serie di dipinti astratti Landscapes of the body, probabilmente a causa della compenetrazione di corpi femminili, astrazione e paesaggio. New Direction è il titolo dell'ultima stanza del sesto piano del MoMA articolata attraverso una serie di opere che dagli anni '80 si trascina faticosamente fino alla fine dei '90: de Kooning in questo periodo rinnova continuamente il suo stile, dalle dense pennellate su ampie superfici alle linee leggere ondeggianti in uno spazio fin troppo luminoso, creando un universo di immagini inafferrabili che ci lascia uscire dal museo con un sorriso stampato in viso ad un passo dal paradiso.


 


18 settembre 2011 - 9 gennaio 2012


MoMa


11 West 53 Street New York, NY 10019


www.moma.org




10 novembre 2011
 
Diventa fan di Tiscali Spettacoli su FB
Stampa
 
 
 
  
Trovacinema

Box Office

Incassi della settimana dal 07/05/2012 al 13/05/2012
Incasso: € 2,131,779
Regia: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Attori: Alyson Hannigan, Jason Biggs, Seann William Scott
Genere: Commedia
€ 1,986,938
€ 1,969,599
€ 686,584
€ 455,113
€ 342,130

Cerca le aziende e servizi della tua città

Sei a:
Cerca:
Cerca film in TV
© Tiscali Italia S.p.A. 2012  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali