Condurre lo sguardo al piacere della contemplazione

di Manu Buttiglione per Cyou

Thomas Struth: Photographs 1978-2010. Un viaggio intorno all'opera del fotografo tedesco nella più completa retrospettiva a lui dedicata alla Whitechapel di Londra.


Dopo Zurigo e Düsseldorf la più completa retrospettiva sul lavoro di Thomas Struth giunge alla Whitechapel Gallery a Londra. E' impressionante l'impatto che si avverte appena varcata la soglia della galleria, quando lasciatosi alla spalle la vibrante caoticità di Brick Lane, una delle strade più multietniche e densamente popolate della città, ci si ritrova improvisamente immersi in un'atmosfera rarefatta, insieme a gruppi di osservatori silenziosi che osservano e ci osservano in una singolare corrispodenza di sguardi.


La mostra alla Whitechapel presenta una selezione di fotografie che ripercorre la carriera dell'artista dal 1978 al 2010, scatti dal fascino magnetico che trasportano chi osserva in una dimensione di pura contemplazione. Che siano la strade deserte della città più famose del mondo o gli intricati grovigli di foglie e liane nelle foreste della più recente serie Paradise, tutte le fotografie mostrano le diverse varianti di un collaudato meccanismo linguistico volto a catturare lo sguardo e invitarlo a perdersi in un'infinità di piccoli particolari selezionati con abilissima capacità compositiva.


Lo sguardo dunque è l'assoluto protagonista durante la visita, il nosto insieme a quello dei soggetti fotografati. Come gli spettatori attoniti della serie Audience, immortalati da Struth a contemplare capolavori del passato come il David alle Gallerie dell'Accademia di Firenze, dando vita ad un abile capovolgimento dell'oggetto dell'attenzione. O ancora i protagonisti dei ritratti familiari, di cui incrociamo continuamente gli occhi puntati dritto verso di noi mentre visitiamo la mostra.


Le corrispondenze continuano percorrendo le sale della galleria, trasformata in un assolutamente moderno kabinett delle meraviglie, dove Struth si diverte a creare bizzarre combinazioni di immagini al di là di ogni ordine cronologico. Così un'enorme fotografia del Duomo di Milano fronteggia l'immagine di uno space shuttle presso il Kennedy Space Center a Cape Carnival in California, oppure la solennità del Panteon si ritrova nelle forme circolari degli interni del Tokamak Asdex Upgrade presso l'Istituto per l'Astrofisica Max Planck a Garching.


D'altronde le meraviglie del nostro tempo, i grandi progressi della tecnica o le più avanzate scoperte scientifiche, attraverso un'estetica d'ambienti sterili e ad alta concentrazione tecnologica, dove la presenza umana rimane riservata a pochi eletti, rappresentano per l'artista esempi di un sublime contemporaneo, capace in qualche modo di suscitare l'ammirazione dello spettatore del XXI secolo.


Dagli scatti in bianco e nero della sua Düsseldorf negli anni Settanta sino ai lavori più recenti per Thomas Struth, come racconta in uno dei filmati all'interno della mostra, la fotografia deve suscitare la stessa emozione di un ragalo di Natale appena scartato, esercitare lo sguardo attraverso un puzzle di elementi che si cerca di risolvere, dove l'interpretazione lascia il posto al piacere della contemplazione.


 


Whitechapel Gallery
Thomas Struth: Photographs 1978-2010
Dal 6 luglio al 16 settembre 2011

20 luglio 2011
 
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