[Il ritratto] La vincitrice del festival di Sanremo è Michelle Hunziker, ma dietro il suo sorriso si nasconde un thriller

È arrivata a questo sorriso, che tiene stampato sul volto come un ritratto espressionista, con la bocca spalancata e gli occhi che brillano, a questa immagine di vitalità e allegria anche spontanea, di donna che non sa fingere, che non giuoca ruoli artefatti ed è esattamente quello che è, dopo un lungo e tortuoso percorso, scandito dalla solitudine e dalla paura

di Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore

La vera sorpresa del Festival, come ha riconosciuto pure in termini entusiastici il Fatto Quotidiano, che ha sul groppone un bel contenzioso da tribunale con lei e la Bongiorno, è Michelle Hunziker: «Non paga di esibire la sua indiscutibile bellezza, le sue doti canore e quelle acrobatiche (formidabile il balletto Despacito), Michelle si è presa il ruolo di vera conduttrice, dettando i tempi, dialogando con gli ospiti, i cantanti, il pubblico in sala. Lo ha fatto senza prevaricare, serenamente, in piena visibile armonia con i suoi compagni di strada». Onore al merito. Ma la Hunziker è arrivata a questo sorriso, che tiene stampato sul volto come un ritratto espressionista, con la bocca spalancata e gli occhi che brillano, a questa immagine di vitalità e allegria anche spontanea, di donna che non sa fingere, che non giuoca ruoli artefatti ed è esattamente quello che è, dopo un lungo e tortuoso percorso, scandito dalla solitudine e dalla paura, come in un thriller. Lo ha confessato in un libro, «Una vita apparentemente perfetta», e a un po’ di interviste che ne sono seguite, tracciando il cammino di una persona che ha lasciato un pezzo di se stessa alle sue spalle, errori, inganni e fatiche.

Per 5 anni plagiata e prigioniera di una setta

Se adesso appare una inguaribile romantica, innamorata dell’amore e delle sue favole, moglie felice e madre di tre figlie femmine, sperando ancora di averne un altro, non è stata sempre così la sua vita, per 5 anni isolata dal mondo, plagiata e prigioniera di una setta. Tutto cominciò quando Michelle aveva 23 anni, era sposata con Eros Ramazzotti e fu presentata alla misteriosa Clelia - una donna che lei ha descritto bella e affascinanate -, alla quale confidò la ferita che si portava dentro: il rapporto interrotto con il padre alcolizzato. «A 15 anni avevao fatto l’errore di giudicarlo e avevo deciso di non parlare più con lui. Ma la sua mancanza continuava a scavare dentro di me». La Clelia le disse: «vai da tuo padre, suona alla porta e abbraccialo». La fregò così, restituendole l’amore del suio genitore. «Poi lui morì, e io sono rimasta di nuovo sola, ma stavolta con me c’era lei».

Così è stata isolata dal Mondo

La allontanò dai suoi affetti, anche dalla figlia Aurora, costringendola a passare persino dei Natali da sola: «La setta filtrava le chiamate, mia mamma veniva sempre respinta». Per 4 anni non incontrò e non sentì mai una volta sua madre. E andò in crisi anche il suo matrimonio. Le dicevano che bisognava mantenersi puri, non solo curando in modo maniacale l’igiene e l’alimentazione, ma anche praticando una ferrea astinenza sessuale. Se cresceva il successo professionale, Clelia se ne prendeva i meriti: «Lo vedi, bambina, è tutto grazie a noi». In compenso va a rotoli la sua vita privata. «Mi dicevano che mio marito era negativo per me, ma io lo amavo moltissimo. Però, quando Eros mi ha messo davanti alla scelta o me o loro, ho scelto loro».   

Nel 2006 ha spezzato le catene

Solo nel 2006, dopo 5 anni, è riuscita lentamente a liberarsi di quella setta. Tentarono di minacciarla per convincerla a restare. Le dicevano che quando se ne sarebbe andata, sarebbe morta per soffocamento: «E ancora due anni dopo avevo gli incubi», ha raccontato lei. «Mi svegliavo di notte con la paura di morire soffocata, come mi avevano detto». E’ ancora viva e vegeta, s’è sposata con Tommaso Trussardi («sei così bello che ti risposerei un’altra volta», gli ha sussurrato in eurovisione dal palco del Festival), ha fatto altre due bambine e ha esteso il suo successo oltre i nostri confini, in Germania e in Svizzera, la sua terra natale, dove con grande precisione e accurata pignoleria l’hanno classificata al primo posto fra le donne più pagate del Paese e al sesto fra tutti i contribuenti.

Nata a Sorengo 41 anni fa, da padre svizzero tedesco e madre olandese, però, quando è venuta in Italia che ne aveva solo 17, a cercare la fortuna da modella o da attrice, non gli è andata sempre bene. Agli inizi la respingevano a tutti i provini che faceva o i concorsi che tentava. Era arrivata a Milano con 150mila lire in tasca e viveva in un appartamentino in viale Premuda, accanto a un cinema porno, il Pussy. La sera rientrava sola in quella stanza squallida, col frigo perennemente vuoto, dopo decine di esami andati male. «Una sera un tizio uscito dal Pussy mi inseguì. Feci appena in tempo a barricarmi in casa, con lui che batteva i pugni sulla porta urlando frasi irripetibili, nascosta dietro al tavolo della cucina con un coltello in mano, pregando che la porta non crollasse».

Adesso può raccontarlo quasi ridendo

Tra Striscia la Notizia, il teatro, la famiglia e il Festival non si ferma più. Assieme all’avvocato Giulia Bongiorno ha fondato pure Doppia Difesa, associazione Onlus per assistere donne vittime di discriminazioni, violenze o abusi. Poi Selvaggia Lucarelli con un articolo molto documentato ne ha messo in dubbio l’effettivo rendimento: «Associazione o spot?», s’è domandata, annotando articoli sul sito che riguardavano altre cose o insistevano sulla richiesta di donazione del 5 per mille. Querela immediata. «Noi aiutiamo circa duemila donne l’anno», ha detto Michelle. «Abbiamo tutti i dati e li porteremo in tribunale contro queste falsità. Fa male, quello che hanno scritto. Ma non mi preoccupo. Peccato che proprio una donna abbia fatto questo. Avrebbe potuto chiamarmi, ci saremmo spiegate».

Anche questa, comunque, sembra già alle spalle

Sarà la potenza di Sanremo. La riempiono di elogi, la famiglia le si stringe intorno. La figlia Aurora, che adesso ha 21 anni, le scrive un messaggio pubblico sul web: «La tua semplicità, il tuo calore umano, la tua bellezza e non parlo di quella esteriore, mi rendono sempre più fiera di essere tua figlia. Qui con te in questo giorno speciale». Tutti a riempirla di complimenti, a fare panegirici sul balletto con Pierfrancesco, anche quelli del Fatto. Solo suo marito un po’ meno. «Appena sveglia, non mi ha nemmeno salutata. Mi ha detto solo: quel ballo succinto?...». Pure Anna Ferzetti, la compagna di Favino, l’ha preso a muso duro: «Che sia l’ultima volta». Lo vedi come siamo noi giornalisti? Fino a ieri scrivevamo che tra i due, Michelle e Pierfrancesco, non correva buon sangue, che s’erano rabbruscati, che era la nota stonata del gruppo. Vatti a fidare.