Meta e Moro: "Se avevamo detto a Baglioni dell'esistenza dell'altro ritornello? No. Parola "plagio" offensiva"

Ermal Meta e Fabrizio Moro, a poche ore dalla conferma che restano in gara, si presentano alla platea dei giornalisti in sala stampa. Visibilmente amareggiati,  i due, prima che inizino le domande i due preferiscono parlare per spiegare come è nata la loro canzone e soprattutto per sottolineare che la parola "plagio" li offende profondamente. "Questa vicenda ci ha un po' penalizzato ai fini del festival. Quando la gente sente la parola plagio", sottolinea Moro, "si ferma, prende le distanze, non va ad approfondire e quindi rimane comunque una macchia, anche se plagio non è. Io sono l'autore di quei versi, ai quali ho lavorato con Andrea Febo".

Poi iniziano gli interventi e una discussione piuttosto infuocata, con le accuse di una giornalista della stampa canadese ai colleghi della sala stampa "colpevoli di aver montato un caso contro di loro". Poi il collega del Corriere della Sera si scusa con i due cantautori per aver tirato fuori il caso al DopoFestival ma allo stesso tempo rivendica il diritto di fare il lavoro del giornalista e quindi di informare, approfondire e verificare.

Meta e Moro riprendono la parola: "Non ci siamo sentiti attaccati. Ognuno ha diritto di esprimersi e anche di approfondire. Rivendichiamo il recupero di materiale nostro parzialmente utilizzato e magari rimasto sconosciuto. Se un brano rimane sconosciuto ale la pena rimetterlo in gioco. E poi", dice Ermal, "le canzoni non sono fatte solo di ritornelli altrimenti non perderei notti a scrivere strofe". Moro spiega che proprio quella frase del titolo "non mi avete fatto niente", la stessa frase usata nel ritornello del brano "Silenzio", è "la frase che aveva pronunciato in mondovisione il padre di una delle vittime del Bataclan. Quella frase non è rubata anche perché Andrea Febo, l'autore di quel pezzo, era lì in mezzo a noi. Abbiamo collaborato e scritto insieme e non abbiamo rubato niente". Ermal rivendica: "La creatività è infinita come le vie del signore".

I due assicurano che la richiesta di rimuovere dal web il link dell'esecuzione del pezzo "Silenzio" era stata fatta da tempo e che, riguardo al regolamento del Festival, il loro management aveva loro assicurato di essere nel giusto. Infine un'ammissione che conferma ciò che lo stesso Baglioni aveva dichiarato in conferenza stampa poche ore prima: "Se avevamo informato Claudio Baglioni dell'esistenza dell'altro ritornello? No".