La storia vera di un bambino, la più drammatica del Festival: e Mirkoeilcane vince il premio della Critica

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“Ciao, mi chiamo Mario e ho 7 anni. 7 e mezzo per la precisione. Mi piace il sole, l’amicizia le persone buone, il calcio, le canzoni allegre ed il profumo buono della pelle di mia madre papa mio è da qualche mese che non torna ma guai a parlarne con qualcuno specialmente con la mamma perché si sente male, grida, piange e non la smette più e per 3 giorni si nasconde e non si fa vedere”. Inizia così “Stiamo tutti bene”, un racconto in musica che si fa via via più drammatico in un crescendo di emozioni che a stento permettono di trattenere le lacrime.

È la storia vera di un bambino, uno dei tanti migranti imbarcati in quei viaggi in mare che si trasformano in abissi dell’orrore. Mario, il nome è fittizio, racconta in prima persona e soprattutto con il suo sguardo innocente e ingenuo l’orrore più profondo. Difficile non farsi coinvolgere. E infatti Mirkoeilcane (vero nome Mirko Mancini) che lo presenta a Sanremo tra le Nuove Proposte ha vinto il premio Enzo Jannacci per la migliore interpretazione il premio della Critica intitolato a Mia Martini. In questa videointervista concessa a Tiscali.it racconta di sé e di come è nata questa canzone. Ma non chiedetegli il perché del suo nome d’arte: tanto non vi risponderà mai.