Jordi Savall incanta la Iuc di Roma con la musica ottomana

Jordi Savall incanta la Iuc di Roma con la musica ottomana
di Askanews

Roma, 18 apr. (askanews) - Un nuovo trionfo per Jordi Savall e il suo storico ensemble Hespèrion XXI all'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma (Iuc): il maestro catalano e sei eccezionali strumentisti provenienti da tutto l'arco del Mediterraneo, dal Marocco alla Turchia, hanno incantato il pubblico con uno straordinario concerto di musica ottomana del 1700.Savall ed Hespèrion XXI hanno suonato numerosi brani strumentali "colti" che venivano ascoltati alla corte della Sublime Porta, tratti dal Libro della Scienza della Musica di Dimitrie Cantemir (1673-1723): una raccolta di 355 composizioni - scritte con un sistema di notazione musicale inventato dallo stesso Cantemir - la più importante collezione di musica ottomana giunta fino a noi. Queste raffinate composizioni sono state eseguite in alternanza con le musiche delle comunità armena, greca ed ebraico-sefardita, molto numerose ed importanti ad Istanbul in quell'epoca. Il pubblico della Iuc è stato così rapito da canti d'amore tradizionali come la sefardita "Hermoza muchachica", struggenti lamenti come l'armeno "O'h intsh anush", omaggi alla bellezza della terra e splendide improvvisazioni per strumenti antichi e rari come il kanun e il santur (a corde), o il kaval bulgaro (a fiato).Lungamente acclamati dagli spettatori anche i due bis eseguiti a fine concerto, un'antica danza bizantina e un canto patriottico armeno. Savall, in una breve allocuzione in italiano, ha voluto dedicare in uno spirito di pace questa "musica suonata insieme da musicisti che vengono da tante parti del Mediterraneo" al Medio Oriente devastato dalle guerre.Jordi Savall è una personalità musicale tra le più polivalenti della sua generazione. Fra i massimi interpreti della musica barocca, da più di cinquant'anni fa conoscere al mondo molte meraviglie musicali lasciate nell'oscurità, nell'indifferenza e nell'oblio. Scopre e interpreta queste musiche antiche con la sua viola da gamba o come direttore. Le sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti sia musicali sia culturali, lo situano tra i principali attori del fenomeno della rivalutazione della musica storica.