Il grande Jordi Savall porta alla Iuc di Roma la musica ottomana

Il grande Jordi Savall porta alla Iuc di Roma la musica ottomana
di Askanews

Roma, 13 apr. (askanews) - Jordi Savall e il suo storico ensemble Hespèrion XXI tornano all'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma (Iuc) martedì 17 aprile per un nuovo viaggio in un mondo sonoro antico e affascinante, alla scoperta della musica che si poteva ascoltare nell'Istanbul ottomana del 1700.Il maestro catalano, uno dei massimi interpreti della musica barocca, si dedica con passione anche alla riscoperta e diffusione delle tradizioni musicali del vicino oriente e delle altre sponde del Mediterraneo: antiche e nobili culture musicali che oggi, spesso dimenticate e ignorate, rischiano di sparire.Il concerto alla Iuc presenta le musiche strumentali "colte" della corte dei sultani ottomani, in dialogo e in alternanza con le musiche delle comunità armena, greca ed ebraico-sefardita, molto numerose ed importanti ad Istanbul in quell'epoca. Savall si è basato principalmente sul Libro della Scienza della Musica di Dimitrie Cantemir (1673-1723). Si tratta di un documento eccezionale sotto molti aspetti: innanzitutto è una fonte fondamentale di conoscenza della teoria, dello stile e delle forme musicali ottomane dei secoli XVII e XVIII, ma è anche una delle più interessanti testimonianze sulla vita musicale in uno dei più importanti paesi del vicino oriente e in particolare ad Istanbul, la più popolosa città europea dell'epoca.In questa raccolta di 355 composizioni - scritte con un sistema di notazione musicale inventato dallo stesso Cantemir - si trovano canti d'amore e lamenti di esuli, omaggi alla bellezza della terra e odi eroiche. Queste musiche sono la più importante collezione di antica musica ottomana giunta fino a noi. Per questa particolare occasione agli abituali musicisti di Hespèrion si è aggiunto un magnifico gruppo di strumentisti provenienti da Turchia, Armenia, Marocco e Grecia.Jordi Savall è una personalità musicale tra le più polivalenti della sua generazione. Da più di cinquant'anni fa conoscere al mondo molte meraviglie musicali lasciate nell'oscurità, nell'indifferenza e nell'oblio. Scopre e interpreta queste musiche antiche con la sua viola da gamba o come direttore. Le sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti sia musicali sia culturali, lo situano tra i principali attori del fenomeno della rivalutazione della musica storica.Il concerto, realizzato grazie al supporto del Departament de Cultura della Generalitat de Catalunya e dell'Institut Ramon Llull di Barcellona, si terrà martedì 17 aprile alle 20.30 all'Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC.